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CIRCOLARE

«Il ministero ha dato i chiarimenti sul ritiro dei rifiuti dalle navi»

Confitarma: stop alle difformità nelle interpretazioni locali delle norme

Mario Zanetti, presidente di Confitarma

ROMA. Ben vengano i chiarimenti messi nero su bianco dal ministero dell’ambiente riguardo agli impianti portuali di raccolta dei rifiuti prodotti dalle navi. Parola di Confitarma, l’organizzazione confindustriale degli armatori guidata da Mario Zanetti: adesso – rincara – non si può far altri che auspicare che «tali indicazioni possano assicurare un’applicazione omogenea della normativa su tutto il territorio nazionale». Lo ribadisce confidando che «le competenti autorità procedano tempestivamente all’adeguamento dei propri provvedimenti amministrativi». Non è una sottolineatura astratta o accademica: tale “bussola” permetterà di «sanare alcune situazioni in cui gli utenti del servizio risultano ingiustamente penalizzati, garantendo al contempo maggiore efficienza, trasparenza e sostenibilità del sistema».

L’intervento di Confitarma prende le mosse da quanto indicano il Reparto Ambientale Marino e la Direzione Generale Economia Circolare e Bonifiche del ministero guidato da Gilberto Pichetto Fratin relativamente  all’applicazione della Direttiva (Ue) 2019/883 e alla relativa normativa nazionale di attuazione (d.lgs.197/2021).

La specifica circolare ministeriale offre chiarimenti anche in risposta – viene sottolineato – ad «alcuni quesiti formulati dalla nostra associazione»: in tal modo, a giudizio di Confitarma, si «offrono alle Autorità di Sistema Portuale e alle Capitanerie di Porto indicazioni puntuali sulla corretta interpretazione della normativa». Tutto questo rappresenta «un intervento particolarmente significativo che va nella direzione di garantire certezza del quadro regolatorio»: il problema ha a che fare, secondo Confitarma, con l’esigenza di «superare le difformità applicative che si sono registrate negli anni tra i diversi scali nazionali, profili che hanno peraltro costituito oggetto di specifica attenzione anche da parte della Commissione europea».

Secondo l’organizzazione di categoria, «regole chiare, certe e uguali per tutti rappresentano un elemento fondamentale per la competitività del sistema portuale italiano» e costituiscono «una condizione essenziale per coniugare efficacia ambientale, sostenibilità economica del servizio e qualità delle prestazioni rese agli utenti».

Pubblicato il
23 Giugno 2026

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