Il Terzo Valico fa ancora un altro passetto in avanti
Pronti i due chilometri della galleria di ventilazione Polcevera

Terzo Valico dei Giovi, i lavori per la realizzazione della galleria di ventilazione Polcevera
ROMA. Quattro fronti di scavo simultanei per una soluzione ingegneristica ad alto grado di complessità relativa ai due chilometri della galleria di ventilazione Polcevera. Stiamo parlando di un nuovo passo in avanti del Terzo Valico dei Giovi, l’opera infrastrutturale a servizio del porto di Genova che è inserita nel Corridoio Ten-T Reno-Alpi. Il miglioramento degli standard del trasporto ferroviario di merci e passeggeri sarà tale che, a regime, ci vorrà grossomodo un’ora di tempo per andare da Genova e Milano. Dal quartier generale del dicastero delle infrastrutture si mette l’accento sul fatto che questa è «un’opera strategica per i collegamenti tra il sistema portuale ligure, il Nord Italia e l’Europa».
A realizzare l’opera è un pool di imprese guidato da un colosso come Webuild che opera per conto di Rfi con il supporto di Fs Engineering (l’una e l’altra appartenenti al Gruppo Fs Italiane) e sotto l’egida del Commissario Straordinario di Governo.
Webuild “disegna” l’identikit di questo poker di fronti di scavo. Il primo ha richiesto di sottoattraversare la linea ferroviaria Genova-Milano «scavando ad appena 18 metri di profondità rispetto ai binari sovrastanti – è stato sottolineato – che sono rimasti costantemente in esercizio senza interruzione o impatti sulla circolazione ferroviaria». Dal febbraio dello scorso anno sono stati «attivati due ulteriori fronti di scavo paralleli: hanno operato contemporaneamente in direzioni opposte lungo l’asse del tunnel». Un quarto fronte si è occupato «dell’ampliamento della sezione della galleria e della creazione dei cameroni sotterranei, gli spazi tecnici necessari ad ospitare i futuri impianti del sistema di ventilazione».
Beninteso, si tratta di una galleria di ventilazione, cioè un particolare nel puzzle dei tasselli ingegneristici che è indispensabile far quadrare per poter utilizzare il collegamento, una volta che sia tutto completato. Tuttavia, nella strategia comunicativa del ministero si punta a informare passo dopo passo su alcuni cantieri-chiave perché questo può dare il senso che ci si sta impegnando ad ammodernare le infrastrutture (e, soprattutto sul fronte ferroviario, se ci sono intoppi se ne attribuisce la responsabilità ai numerosi cantieri).
Non si può dire che da Roma siano stati di manica stretta nei riguardi della Liguria. È quanto emerge anche secondo “Meditelegraph”: figurarsi che il Pnrr (che si concluderà formalmente fra pochi giorni) «ha finanziato in Liguria 5.898 progetti dedicati alle infrastrutture per un totale di 12,4 miliardi di euro». Aggiungendo poi: «A Genova, secondo le recenti dichiarazioni dell’amministrazione comunale, sono 46 i cantieri attivi a oggi».
In questi ultimi giorni, sempre in nome dell’occhio di riguardo che il ministero delle infrastrutture ha per Genova, si è aggiunto anche l’ok relativo all’utilizzo di 11,5 milioni di euro per ultimare le due strade di sponda del torrente Polcevera, secondo quanto reso noto dalla Regione Liguria. Stavolta – è stato spiegato – si tratta di «risorse messe a disposizione di “Società Per Cornigliano” per il tramite di Anas, autorizzate con l’atto aggiuntivo, alla Convenzione del 10 marzo 2008, sottoscritto con Regione Liguria, Comune di Genova, Città Metropolitana e Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale».
Dalla sede del ministero il vicepremier Matteo Salvini, titolare della delega relativa proprio a infrastrutture e trasporti, spende le ultime righe del comunicato ufficiale per promettere che «continuerà a seguire con attenzione l’avanzamento dei lavori di un’opera che ritiene fondamentale per modernizzare le infrastrutture, sostenere la crescita economica e rendere più efficienti i collegamenti tra porti, territori produttivi e reti europee».











