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CONFTRASPORTO CONFCOMMERCIO

Riforma dei porti, Russo mette in guardia dal rischio di incostituzionalità

«Ben venga una regia, ma alt agli aumenti di canoni»

Pasquale Russo, presidente Conftrasporto al Forum 2025

ROMA. Prima di tutto quel che quadra: «L’obiettivo di un maggior coordinamento e di una strategia centrale per la competitività del sistema portuale è un principio condiviso che darebbe forza a tutta la filiera logistica». Ma per Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, il disegno di legge che punta a riscrivere la governance portuale rischia di essere un buco nell’acqua. Anzi, l’ha detto in audizione alla commissione trasporti della Camera, evidenziando «i profili su cui intervenire, che ruotano intorno all’ operatività della Porti di Italia spa». Ad esempio, c’è da fare attentamente i conti con «il rischio di incompatibilità costituzionale sull’art. 117» e c’è da verificare con prudenza «il pieno rispetto della normativa unionale della concessione di 99 anni “in house” alla società, che per garantire una concorrenza leale probabilmente dovrebbe superare l’attività a mercato».

Russo ringrazia la commissione per «questo primo e importante momento di confronto su un provvedimento che avrebbe meritato un diverso coinvolgimento delle associazioni». A parte la governance, Russo insiste anche su un altro aspetto: bisogna «dare certezza agli operatori che non ci saranno aumenti di canoni e tasse per far fronte alla minore disponibilità finanziaria delle Autorità di Sistema Portuale». A ciò si aggiunga che «il perimetro di azione della società Porti di Italia non è ben definito, con rischio di sovrapposizione e confusione, come per esempio sui dragaggi, il cui impianto attuale non supera le storiche criticità».

L’ultima sottolineatura è relativa agli “ingranaggi” di  governo delle Autorità di Sistema Portuale: le  associazioni «rimangono escluse dalle decisioni degli scali, così come dalle scelte strategiche nazionali». Invece, a giudizio di Russo, tanto le une come le altre «trarrebbero beneficio da un confronto con i soggetti che investono e operano». A questo punto, per l’esponente di Conftrasporto-Confcommercio non resta che auspicare che «l’iter parlamentare possa intervenire per migliorare il testo: daremo il nostro contributo in maniera propositiva e costruttiva».

Pubblicato il
25 Giugno 2026

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