«Ce l’abbiamo fatta, i fondi Pnrr usati entro la scadenza di fine giugno»
Investimenti per quasi 40 milioni. Ecco dove: in primis le banchine elettrificate

Porto di Ortona, la banchina di Riva
ANCONA. L’Authority del mare Adriatico centrale ce l’ha fatta e ora canta vittoria («l’orizzonte è stato raggiunto»): è riuscita a rispettare la scadenza di fine giugno per l’utilizzo dei fondi Pnrr. Sotto i riflettori la capacità di tramutare in concreto un investimento complessivo di 39,6 milioni, grazie al quale è stato possibile realizzare «interventi per le infrastrutture» e azioni «ispirate alla sostenibilità ambientale, alla cybersecurity e alla digitalizzazione» a vantaggio dei porti del sistema.
Più di un terzo della cifra (14,6 milioni in arrivo via ministero delle infrastrutture) è stato adoperato per elettrificare le banchine, dunque – è stato ribadito – «con l’obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti e promuovere una maggiore sostenibilità ambientale».

Porto di Ancona, l’impianto per l’elettrificazione della banchina
Questo ha significato che nel porto di Ancona l’installazione del “cold-ironing” ha interessato «sei banchine utilizzate per il traffico traghetti e crociere, con un investimento di 9 milioni»: contribuirà a «ridurre l’impatto ambientale del traffico marittimo a ridosso della città diminuendo l’incidenza acustica e degli inquinanti». Nel porto di Ortona invece l’elettrificazione è stata realizzata sulla banchina di Riva nuova e al molo Nord per la fornitura di energia alle gru semoventi (spesa 2,8 milioni). È da aggiungere che analoghe misure di “cold ironing” per fornire energia elettrica alle navi passeggeri e di servizio di limitate dimensioni sono state installate nei porti di Pesaro, San Benedetto del Tronto, Pescara e Ortona, con un investimento di 500mila euro in ogni scalo.
Quasi altrettanto rilevante (13 milioni) è l’ammontare derivante dai fondi per le “zone economiche speciali” (Zes), l’istituzione portuale di Ancona ha provveduto a consolidare la banchina di Riva del porto di Ortona, con il dragaggio per rendere più profondi i fondali: i lavori sono terminati alla fine dello scorso settembre («con 99 giorni di anticipo rispetto alla previsione iniziale»).
Da mettere nel conto anche i 994mila euro – finanziati con le risorse del ministero delle infrastrutture – che sono serviti a digitalizzare la catena logistica: è stato aggiornato il “Port community system” (Pcs), piattaforma digitale interoperabile che mette in rete operatori pubblici, Authority, Agenzia Dogane e Monopoli, Capitaneria di porto, oltre a operatori privati. Scopo: migliorare l’efficienza e la sostenibilità del trasporto merci e della logistica.
Sul versante della sostenibilità ambientale i fondi Pnrr del ministero dell’ambiente (pari 1,89 milioni di risorse complessive) sono stati acquistati dall’Autorità di sistema portuale tre veicoli elettrici a zero emissioni da utilizzare come auto di servizio. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la scelta di mettere sulla rampa di lancio, per la prima volta, due bandi per incentivare concessionari e terminalisti a comprare mezzi di servizio alimentati con elettricità o idrogeno (oppure per elettrificare i mezzi esistenti). Inutile dire che l’intendimento, come sottolinea l’ente portuale, è stato quello di «migliorare l’efficientamento energetico, ridurre le emissioni nei porti, promuovere la sostenibilità ambientale delle attività portuali anche a beneficio delle aree urbane limitrofe». Risultato: quattro operatori dei porti di Ancona e Ortona hanno usufruito di questa possibilità offerte dai due avvisi dall’Authority, con un pacchetto di risorse pari complessivamente a 626mila euro, le imprese hanno acquistato «in totale 11 fra carrelli elevatori e mezzi di servizio».
Quanto al porto di San Benedetto del Tronto, i fondi Pnrr del ministero dell’ambiente hanno permesso di compiere la manutenzione straordinaria degli impianti di illuminazione pubblica per migliorarne le prestazioni illuminotecniche, diminuendo così il consumo di energia e, allo stesso tempo, accrescendo l’affidabilità, la durata e l’efficienza. È stato invece dedicato alla cybersicurezza l’intervento che è stato possibile finanziare (per 1,39 milioni) con i fondi Pnrr dell’Agenzia nazionale per la cybersecurity.
A questo punto vale la pena di indicare anche la destinazione dei fondi Pnrr del ministero dell’agricoltura: con quei 7,7 milioni – afferma il resoconto dell’Authority anconitana – si è contribuito a completare l’intervento sul sistema di intelligenza artificiale dell’istituzione portuale. L’ente ha effettuato l’intervento di manutenzione straordinaria e di efficientamento energetico delle torri faro di illuminazione della Darsena Marche e dell’area del porto storico di Ancona: i proiettori al sodio sono stati sostituiti con quelli di nuova generazione (led) accrescendo efficacia e risparmio energetico.
Analogo intervento di riqualificazione energetica ha riguardato, infine, anche il mercato ittico del porto di Ancona: con le risorse Pnrr del ministero dell’agricoltura è stato anche dragato il fondale della banchina 22 allo scopo di aumentarne l’operatività e la capacità ricettiva delle merci.











