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TRAFFICO RECORD

Il porto di Shangai lavora 203mila teu in 24 ore: quanti Livorno in 100 giorni

Uno dei principali terminal del porto cinese di Shanghai

SHANGHAI. In un solo giorno il porto di Shanghai ha movimentato più contenitori di quanto il porto di Livorno veda passare dalle proprie banchine in un intero trimestre nelle annate buone. Per la prima volta, secondo quanto riferito dalla testata specializzata singaporeana “Splash 24/7”,  è stata superata la soglia dei 200mila teu in 24 ore . Per fare i precisini: 203.881 teu. Primato stabilito in un sabato estivo: il 1° agosto scorso. Oltretutto con condizioni meteo e qualità dell’aria tutt’altro che buone: per larga parte della giornata si sono oltrepassati i 30 gradi.

Il nuovo record è andato di quasi nove punti percentuali al di sopra del precedente primato (187.312 teu che resisteva da neanche due mesi).

Questi exploit ha una ragione: lo scalo che da sedici anni consecutivi è il numero uno al mondo nella movimentazione di container – da solo totalizza più del quadruplo di tutti i porti italiani messi insieme – aveva da recuperare, come scrive il giornale asiatico, «quattro giorni di disservizi per via del tifone Bavi a alla metà di luglio». Questo ha fatto accumulare lavoro arretrato: una volta finita la tempeste, sulle banchine della metropoli cinese «un gran numero di navi» hanno cercato di scaricare o caricare tutte insieme e hanno messo sotto pressione l’intera catena operativa dei terminal.

Manco a dirlo, era zero la possibilità che i lavoratori si facessero sentire e riuscissero a far rispettare i diritti:  dalla metà di luglio, secondo quanto dichiarato dal quartier generale dello scalo cinese, una volta tornata l’operatività a pieno regime ci si è attestati su un ritmo di iperproduttività con una media giornaliera nell’ordine dei 172mila teu. Si pensi che, stando di nuovo a quanto riportato dal gruppo editoriale fondato da Sam Chambers e Grant Rowles, il terminal automatizzato della fase 4 di Yangshan ha operato poco meno di 30mila teu quel sabato da record (29.910).

Vale la pena di ricordare che, nonostante l’attacco di Trump alla leadership della Cina come fabbrica manifatturiera (e come porto) del pianeta, in realtà nel periodo più recente gli scali cinesi stanno vivendo un periodo d’oro: 28 milioni i teu transitati da Shangai nella prima metà di quest’anno (più 6,2% rispetto al medesimo periodo dell’anno scorso).

Del resto, nella classifica dei  porti del pianeta in base ai volumi di traffico formulata da Lloyd’s List, più della metà delle prime dieci posizioni sono in mano a scali cinesi Shanghai primo, Ningbo-Zhoushan terzo, Shenzen quarto, Qingdao quinto, Guangzhou sesto, Tianjin ottavo. E altri tre sono nelle dieci posizioni successive. Per trovare i primi scali statunitensi bisogna scende giù fino al 16° gradino (con Los Angeles e al 19° con Long Beach. E l’Europa? Pervenuta poco: oltre a Rotterdam (11°) e Anversa (13°) c’è poco, fra le prime 50 realtà portuali del mondo solo sette sono nel Vecchio Continente e quattro nella ultima dozzina di questo gruppo.

Pubblicato il
5 Agosto 2026

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