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Auto e logistica, il focus Il Sole24Ore

TORINO – La rivoluzione nel mondo delle costruzioni automobilistiche – con il crescente peso dei cinesi in aggiunta ai coreani e agli indiani – sta incidendo in modo pesante anche nella logistica del settore. Lo si è visto nei porti, dove le aree destinate ad accogliere gli sbarchi delle auto diventano sempre più impegnati, e dove nascono conflitti sull’uso di spazi e di banchine tra i traffici auto e quelli più tradizionalmente prioritari come i container. Il caso di Livorno per il Terminal Darsena Toscana è solo un episodio particolarmente eclatante, ma non certo l’unico.

Siamo di fronte ormai – scrivono gli specialisti del mondo automotive – a una nuova era della produzione industriale mondiale, dove la manifattura e le fabbriche stanno migrando sempre di più verso l’Est, sulla base dell’esperienza che nei paesi orientali è stata portata dalle stesse aziende europee e americane per sfruttare il basso costo della manodopera. Specialmente cinesi e indiani hanno imparato grazie alle fabbriche istallate dai marchi europei e americani, e sfruttando a loro vantaggio conoscenze e costi della manodopera oggi sono diventati i primo produttori al mondo. Stanno diventando a rischio anche i grandi settori delle auto “prestige”, viste alcune proposte in fase di lancio sia cinesi che indiane. Un modo che cambia dunque, e al quale dobbiamo prepararci.

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In questa rivoluzione, rientra anche il complesso e combattuto tema dell’auto elettrica, Tema che ha riflessi importanti anche nella logistica marittima. Il prossimo avvento dell’amministrazione Trump negli Usa e la connessa, annunciata revisione degli Ukase contro le motorizzazioni endotermiche, potrebbero modificare di nuovo le prospettive dei traffici. Prospettive sulle quali potrebbero incidere anche i pesanti dazi che sia gli Usa sia la UE stanno preparando sulle auto cinesi in particolare.

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Come cambierà dunque questo importante settore della logistica delle auto per l’Italia? 

Ne hanno parlato di recente in un Focus de Il Sole24Ore esperti internazionali. I dazi alla Cina, la crisi di Volkswagen, i tormenti del green deal. La crisi dell’industria dell’auto – è stato ribadito – riserva ogni giorno una nuova puntata mettendo in discussione uno dei pilastri centrali dell’economia europea e non solo. Quale margine c’è di revisione della fine dei motori endotermici nell’Unione Europea? E la concorrenza tra le auto Made in China e quelle europee in che direzione andrà? Dal Focus però sono emersi pareri e giudizi contrastanti, con un unico punto condiviso da tutti: la trasformazione in atto non può essere contrastata con i dazi, anche perché cinesi e indiani stanno già istallando fabbriche-cacciavite in Europa (come anni fa fece l’Europa nei loro paesi). Occorre invece potenziare i servizi, lasciando che le auto orientali arrivino da noi a prezzi bassi per rivitalizzare i mercati. Il resto, come dicevano i greci del futuro, è sulle ginocchia di Giove. (A.F.)

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Pubblicato il
18 Dicembre 2024

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