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Fuoribordo “E” anche oltre 100 cv

Nella foto: Uno Yamaha “E” da circa 100 cv.

GENOVA – Fino a pochi anni fa se ne parlava solo come motori da lavoro, perorare in ambiti ristretti e controllati. Oppure come mini-motori di pochi cv per posizionare meglio, quasi sempre piazzati a prua, barche e barchette da pesca sportiva.

Ma i fuoribordo elettrici stanno facendosi strada anche su potenze ragguardevoli. Tanto che costruttori come Yamaha, oggi primo al mondo come diffusione, sono entrati sol mercato con proposte da 90 a 120 cv.

I motori elettrici sono concettualmente più semplici, hanno accelerazioni brucianti e ovviamente non inquinano. Il loro tallone d’Achille è costituito dalle batterie: che per le potenze suddette devono essere più d’una per assicurare una autonomia di qualche ora, quindi costano e pesano. Con in più l’handicap dello smaltimento, costoso e che inquina parecchio.

In sostanza, siamo ancora a livelli di strette minoranze, anche se di recente l’UE ha spinto per sostanziosi incentivi – contributi varati anche in Italia – a chi sostituisce un fuoribordo endotermico  con uno “E”. Basteranno per convincere il mercato italiano, già piuttosto tiepido anche sull’auto elettrica?

Pubblicato il
21 Dicembre 2024
Ultima modifica
24 Dicembre 2024 - ora: 18:27

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