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SICUREZZA

Catania, al via la rimozione di 38 relitti dai fondali del porto

È un lavoro da due milioni di euro, durerà 9 mesi

Serie di relitti nel porto di Catania

CATANIA. Da lungo tempo sono affondate e sommerse in varie zone del porto di Catania: trentotto di queste carcasse saranno smaltite a partire dal mese prossimo in virtù della gara che è stata indetta dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia orientale che è guidata dall’ingegner Francesco Di Sarcina e comprende i porti di Augusta, Catania, Siracusa e Pozzallo. L’annuncio arriva dall’istituzione portuale catanese segnalando che i relitti si trovano a profondità variabili dai tre agli undici metri e hanno una lunghezza che va dai tre ai venti metri: l’esigenza di rimuoverle dai fondali è data dalla scelta di «garantire sia la sicurezza della navigazione che la tutela ambientale e paesaggistica del mare», com’è stato detto presentando l’iniziativa.

L’importo complessivo della gara supera i due milioni di euro: spesso si tratta di piccole barche da pesca in vetroresina o legno ma dai fondali verranno recuperate anche unità di dimensioni maggiori  come, ad esempio, motovedette, imbarcazioni a vela, pescherecci e natanti da diporto.

«Già nel febbraio 2022 – spiega il presidente Francesco Di Sarcina – abbiamo svolto indagini preliminari mediante strumentazione elettroacustica per la mappatura del fondale con l’individuazione di relitti sommersi o parzialmente sommersi. Per ciascun relitto individuato, la società incaricata ha redatto una scheda tecnica contenente le caratteristiche dello scafo, la posizione batimetrica e una valutazione sugli aspetti di natura ambientale».

A questo punto, sulla base di un report tecnico-economico si è arrivati a mettere sulla rampa di lancio una gara d’appalto che punta alla «messa in sicurezza, bonifica, rimozione e demolizione dei relitti rinvenuti e al calcolo delle risorse da predisporre». La gara – viene spiegato – è stata avviata nell’ottobre dello scorso anno tramite procedura aperta: è stata aggiudicata ad aprile scorso, sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ad una società con comprovata esperienza nel settore.

Stante la complessità dell’intervento, in nome della sicurezza dei lavoratori e della salvaguardia dell’ambiente marino, la relazione tecnica – viene fatto rilevare – dà le linee sulla base delle quali l’aggiudicatario deve predisporre «un programma dettagliato per la messa in sicurezza, bonifica, rimozione e successiva demolizione, con annesso piano di recupero/smaltimento». Cpme? Le aree interessate all rimozione dei relitti saranno perimetrate con barriere antinquinamento: durante la rimozione si provvederà a disporre i presidi antiinquinamento mentre per il sollevamento e il trasporto dei relitti ci si avvarrà di un pontone/gru per trasportarli verso un cantiere di demolizione fino a arrivare allo smaltimento/recupero dei rifiuti. Il via a giugno, come detto: serviranno poco meno di nove mesi per completare il lavoro.

Di Sarcina tiene a mettere in evidenza che la riqualificazione del porto di Catania «prosegue su vari fronti: sotto il profilo infrastrutturale («grazie ad una serie di opere, restyling e progettualità “in progress”») così come in termini organizzativi e, infine, «dal punto di vista del decoro». Per questo, secondo il presidente, la rimozione dei relitti «rappresenta un fiore all’occhiello della valorizzazione del mare dell’area portuale».

Pubblicato il
23 Maggio 2025

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