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Welfare e gente di mare

Nella foto (Laura Bolognesi): Fiorenzo Milani, Roberto Bernabò ed Ilarione Dell'Anna.

LIVORNO – Cinque milioni di marittimi in transito ogni anno nei porti nazionali di cui 650mila solo a Livorno (da dati 2009 forniti dall’Apostolato del Mare) rappresentano una dimensione importante e non trascurabile a livello sociale, ma solo gli addetti ai lavori sanno che esistono strutture di accoglienza per gli equipaggi delle navi in sosta nei porti.
Nell’ultima riunione del Propeller Club locale il tema discusso è stato proprio questo e ad illustrarlo, invitato dal presidente Fiorenzo Milani, è stato il comandante della Capitaneria di Porto di Livorno ammiraglio Ilarione Dell’Anna che, proprio per il suo ruolo istituzionale, è d’ufficio, anche presidente del Comitato Territoriale per il Welfare della Gente di Mare.
[hidepost]E’ infatti il Corpo delle Capitanerie di Porto attraverso la gestione completa del personale marittimo che regola i rapporti fra questo e lo Stato, e dunque anche tutto quanto attiene all’aspetto umano e sociale del lavoratore in questione. Il welfare si inquadra nell’amministrazione marittima della Capitaneria di Porto ma l’attenzione a questo aspetto nasce con l’ILO, l’organizzazione internazionale che disciplina il lavoro marittimo e che si occupa anche di ciò che ruota intorno all’uomo negli orari non lavorativi. Il marittimo al termine del suo orario di lavoro rimane a bordo della nave o, quando ciò coincide con lo scalo della nave in un porto, trascorre circa 3-4 ore a terra: è qui che il welfare entra in azione aiutandolo a superare le difficoltà che incontra in quanto lontano da casa. Ecco la ragione della nascita del Comitato Nazionale e di quelli Territoriali che nel loro operato oggi anticipano quella che sarà la norma che entrerà in vigore una volta ratificata la convenzione ILO 163. Parlando delle azioni del Comitato Territoriale livornese, costituito il 31 gennaio 2008, l’ammiraglio Dell’Anna ha ricordato la vicenda della nave “Alfonsito” ormeggiata nel nostro scalo per oltre un anno e mezzo, poi sequestrata e successivamente venduta a causa dell’insolvenza dell’armatore. I suoi marittimi rimasero a bordo per circa 21 mesi e fu il Comitato da lui presieduto a provvedere alle spese di viaggio per farli rientrare nei loro paesi d’origine. In casi come questo purtroppo l’equipaggio marittimo viene abbandonato dall’armatore ed il nostro sistema giuridico, con i suoi tempi notoriamente lunghissimi non riesce a far fronte al problema. Il Comitato Territoriale entra qui in gioco e, coadiuvato dai suoi soci fondatori (Capitaneria di Porto, Autorità portuale, Confitarma, Asamar, Federazione ITF, IPSEMA, Associazione Stella Maris, Concessionari del servizio di rimorchio, Corporazione Piloti del Porto, Assoterminal, Gruppo Ormeggiatori e Barcaioli, ed a giorni lo diventeranno anche il Propeller Club e la Labromare) sopperisce in attesa della norma definitiva. Fra gli ultimi progetti realizzati dall’associazione: quello di far dotare il suo braccio operativo, la Stella Maris – anche con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno – di un pullmino che i marittimi utilizzano per recarsi dagli scali al punto di ritrovo. Oggi a Livorno il Comitato dispone di alcuni locali messi a disposizione dall’Autorità portuale che dal 2010 al 2011 hanno accolto 2.204 marittimi fornendo loro servizi internet e di telefonia per i collegamenti con i propri familiari, ristoro, sala tv, assistenza linguistica e religiosa. “Ma tutto questo non basta – ha detto l’ammiraglio Dell’Anna – potremmo far meglio con l’aiuto degli Enti locali sinora latitanti”, ed intanto i progetti futuri comunque vanno avanti prevedendo l’ampliamento dei locali del centro di accoglienza e programmi di sensibilizzazione della comunità.
In conclusione di serata, moderati dal direttore de Il Tirreno Roberto Bernabò, si sono succeduti molti interventi che, grazie alle qualificate competenze presenti in sala, hanno analizzato anche altri argomenti come il futuro destino del relitto Concordia ed il futuro in generale del nostro porto per il quale l’ammiraglio Dell’Anna ha auspicato che vengano presi provvedimenti decisivi per la risoluzione dei vari problemi. In particolare ha citato la questione delle aree da dedicare alle crociere e quella ancora più complessa, della difficoltà di accesso delle navi: ha esposto l’idea rivoluzionaria di spostare altrove (ricostruendola) la Torre del Marzocco, in modo da avere possibilità di allargare l’attuale canale per poter creare accesso alle navi di grandi dimensioni. Un’idea di difficile realizzazione evidentemente visto che per la sua attuazione si dovrebbero superare l’amore dei livornesi ed il parere della Sovrintendenza dei Beni Culturali.
Cinzia Garofoli

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Pubblicato il
10 Novembre 2012

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