Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti

Miccoli: una banca in chiarezza

Mario Miccoli

LIVORNO – Il Banco di Lucca e del Tirreno approda sulla costa tirrenica. “La banca appartiene al Gruppo della Cassa di Risparmio di Ravenna, un gruppo che ha resistito alla “moda” degli accorpamenti per mantenere la propria indipendenza – sottolinea il presidente del Banco dottor Mario Miccoli – e che aveva da tempo il desiderio di espandersi e posizionarsi in questa zona”. Un desiderio che muove dal forte legame personale con la Toscana del presidente del Gruppo Cassa di Risparmio di Ravenna Antonio Patuelli il quale, già ai tempi in cui si prospettava l’avventura dell’unificazione delle Casse di Risparmio toscane manifestò il suo interesse all’acquisto di quella livornese.
L’operazione, come progettata, prevedeva lo scorporo della Cassa di Risparmio di Livorno dalla cordata con le altre due ma non riuscì per l’accordo ormai siglato con Gianpiero Fiorani nonostante l’interesse manifestato dalla Fondazione della stessa Cassa di Risparmio. Patuelli si risolse così ad acquistare il Banco di Lucca e del Tirreno (con sede a Lucca), ma il desiderio di posizionarsi non appena possibile sulla fascia tirrenica rimase.
[hidepost]

Il taglio del nastro all'inaugurazione della sede livornese, (da sinistra) Antonio Patuelli, Mario Miccoli e Luciano Barsotti.

Fra i territori di Ravenna e Livorno esistono numerose similitudini, inoltre ambedue le città hanno un’economia prevalentemente portuale. C’è dunque già un’esperienza da mettere a frutto e sviluppare.
“Elementi caratterizzanti del Banco di Lucca e del Tirreno – continua Miccoli – saranno la trasparenza, l’assoluto rispetto dell’etica ed i tempi rapidi nelle risposte: da noi il cliente non troverà prodotti finanziari incomprensibili ma solo obbligazioni e titoli di stato ed un rapporto personale diretto. Chi chiede finanziamenti non ha tempo da perdere e a noi bastano poche ore per dare una risposta, positiva o negativa che sia, ed in questa valutazione certamente non prescindiamo dalla meritevolezza del credito anche per rispetto alla nostra clientela”. Parla chiaro il presidente Miccoli sull’obiettivo della banca di sostituirsi alla Cassa di Risparmio di Livorno: “ci proponiamo alla piccola e media impresa al posto di quella che doveva essere la banca del territorio e che oggi sembrerebbe ritrovarsi nel caos della suddivisione fra Corporate, Retail, Private: una serie di simbologie che creano al cliente solo confusione, lasciandolo senza una persona di riferimento e senza la possibilità di capire se la sua banca lo spalleggia e ne condivide i programmi”.
La nuova banca non intende fare una politica aggressiva per farsi spazio nel territorio: “nessuna offerta mirabolante – spiega Miccoli – che poi non potrà essere mantenuta nel tempo, ma risposte concrete e affidabili ed una vicinanza al cliente che tenda al rapporto duraturo. Con le imprese concorderemo le condizioni valutando la validità dei loro progetti insieme al posizionamento sul mercato e la capacità e potenzialità delle imprese stesse, mai dimenticando comunque che noi dobbiamo godere della fiducia di chi ci porta i propri depositi utilizzandoli per concedere prestiti a chi merita la nostra fiducia”. Criteri questi che la banca si può permettere grazie ad una solida capitalizzazione propria e del gruppo che ha alle spalle, al contrario di tanti altri istituti bancari ai quali manca la possibilità di “rischiare” sul cliente.
“Per rispondere ancor meglio alle esigenze del territorio la banca ha quattro dipendenti livornesi e già nella recente inaugurazione si è evidenziata – vista la grande ed inaspettata partecipazione – l’esigenza di una banca locale come quasi venisse a riempire un vuoto” conclude il presidente Miccoli.
Durante la cerimonia nella nuova sede (ex cinema Metropolitan) alla presenza delle maggiori autorità cittadine e dei tanti operatori il sindaco Alessandro Cosimi ha espresso l’auspicio che l’ingresso della nuova banca possa dare un concreto aiuto allo sviluppo dell’economia del territorio con speciale riguardo all’attività portuale.

Cinzia Garofoli

[/hidepost]

Pubblicato il
21 Novembre 2012
Ultima modifica
23 Novembre 2012 - ora: 19:00

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio