Le industrie delle tecnologie in esplorazione nel Mercosur a caccia di mercati
Anie Confindustria in missione in Paraguay: ecco le opportunità

Ludovica Zigon vicepresidente di Anie Confindustria
MILANO. Il fatto che l’Unione Europea, presa a sberle dai dazi della Casa Bianca, abbia scoperto i mercati dell’America Latina come un possibile sbocco interessante ha innescato a “cascata” l’interesse anche di tanti altri soggetti. A cominciare dalla missione di “diplomazia della crescita” messa in pista dal ministero degli affari esteri sulla rotta del Paraguay (e guidata daòa sottosegretaria Maria Tripodi): ad essa, ad esempio, ha partecipato l’Anie, la federazione confindustriale delle imprese elettrotecniche e elettroniche. Obiettivo: rafforzare la collaborazione industriale e tecnologica. Sotto la luce dei riflettori, cosa? Il confronto nei tavoli settoriali su infrastrutture energetiche, industria e nuove opportunità legate all’integrazione Ue-Mercosur
L’interesse lo “certifica” Ludovica Zigon, vicepresidente di Anie Confindustria: «La missione in Paraguay rappresenta un passo importante nel rafforzamento delle relazioni economiche e industriali tra Italia e America Latina». E fin qui siamo alle formule di cortesia, ma l’esponente dell’organizzazione degli industriali si sofferma su un aspetto: «Per le imprese della filiera elettrotecnica ed elettronica il Paraguay e, più in generale, l’area Mercosur stanno assumendo un interesse crescente: sia per i programmi di sviluppo infrastrutturale previsti nei prossimi anni sia per il ruolo che il Paese può svolgere come piattaforma produttiva e logistica regionale».
Stiamo parlando di un campo, quello rappresentato da Anie, che conta «1.100 aziende associate e 480mila addetti, con un fatturato aggregato di 112 miliardi di euro e 27 miliardi di export» (con un forte impegni sul fronte della ricerca e sviluppo, visto che le imprese di Anie vi dedicano «il 4% del fatturato», che costituisce «più del 30% dell’intero investimento in ricerca e sviluppo effettuato dal settore privato in Italia»).
L’attenzione per il Paraguay, in particolare, nasce dal fatto che questo Paese latino-americano «si conferma un attore chiave nel processo di integrazione regionale del Mercosur». Proprio nella capitale paraguayana Asunción è stato siglato a metà gennaio, «dopo oltre 25 anni di negoziati», lo storico accordo tra Unione Europea e Mercosur che «coinvolge Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay e dà vita a una delle più ampie aree di libero scambio al mondo», come sottolineano dal quartier generale dell’associazione confindustriale.
Del Paraguay l’Anie mette in evidenza la «fase di forte dinamismo economico e istituzionale»: viene sottolineato che in virtù delle riforme avviate dal presidente Santiago Peña, esponente di sponda conservatrice in carica dal 2023, si è rafforzato il settore privato, sono stati attratti investimenti internazionali e si è sostenuto il processo di industrializzazione del Paese. Aggiungendo poi: «Negli ultimi anni l’economia paraguayana ha registrato tassi di crescita superiori alla media regionale e ha recentemente conseguito il grado di investimento (investment grade), rafforzando la fiducia degli investitori internazionali».
All’Unión Industrial Paraguaya, nel Business Forum dal titolo “Paraguay–Italia: scenari di collaborazione economica”, nell’ambito del panel dedicato all’energia, Mariarosaria Fragasso (direttrice area relazioni esterne di Anie) ha messo in rilievo come «il percorso di transizione energetica del Paraguay offra interessanti opportunità di collaborazione per le imprese italiane, in particolare nei segmenti delle energie rinnovabili, delle reti e dell’efficienza energetica». I lavori si sono conclusi con l’intervento dell’ambasciatore d’Italia in Paraguay, Marcello Fondi, che ha sottolineato il potenziale di rafforzamento delle relazioni economiche bilaterali e il ruolo del sistema Italia nel favorire nuove opportunità di collaborazione tra le imprese dei due Paesi.
Dal fronte di Anie si segnala che tra i settori di maggiore interesse per le imprese rappresentate spicca quello energetico: «Il Paraguay – viene rimarcato – dispone di una delle matrici elettriche più sostenibili al mondo, proveniente principalmente dalle sue abbondanti risorse idroelettriche, e ha avviato un ambizioso programma di investimenti per il potenziamento delle infrastrutture di trasmissione e distribuzione». Nel dettaglio, l’attenzione è focalizzata sul fatto che l’azienda elettrica statale Ande ha programmato «investimenti per circa 6,5 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, destinati alla modernizzazione delle reti e allo sviluppo di nuove linee ad alta tensione». A ciò si aggiunga che il Paese sta puntando su «nuove filiere energetiche legate alla transizione ecologica, tra queste lo sviluppo di progetti nel solare». Non è tutto: alla luce della «forte competitività dei costi energetici e dell’ampia disponibilità di energia rinnovabile», il Paraguay viene visto come «una destinazione particolarmente attrattiva per investimenti in infrastrutture digitali e data center, settori ad alta intensità energetica che richiedono forniture stabili, sostenibili e a basso costo».
Queste le parole dell’ambasciatore d’Italia in Paraguay, Marcello Fondi: «Auspico che le aziende italiane del settore elettrico guardino con fiducia alle opportunità offerte dal Paraguay, anche alla luce dei rilevanti investimenti attesi per il potenziamento delle infrastrutture elettriche, in particolare con riferimento alle reti di distribuzione e allo sviluppo di piccole centrali idroelettriche».
Sotto la lente d’ingrandimento anche le infrastrutture di trasporto: anche perché il Paraguay guarda al rafforzamento della rete ferroviaria attraverso alcuni progetti di rilevanza strategica per la crescita del Paese: un esempio su tutti, il progetto del treno suburbano tra Asunción, Luque e Ypacaraí, una linea elettrica di circa 43 km sviluppata in collaborazione con Etihad Rail, con un investimento stimato tra 450 e 600 milioni di dollari con una capacità di circa 40mila passeggeri al giorno. Di più: a questo si affianca il corridoio ferroviario bioceanico, infrastruttura che si propone di mettere in collegamento i porti del Brasile e del Cile attraversando il territorio paraguaiano («con un investimento stimato di circa un miliardo di dollari per il tratto nazionale»).
È da non dimenticare che altre opportunità per le imprese italiane saltano fuori anche nell’industria e nell’edilizia: sono settori – si afferma da parte di Anie – che vengono sostenuti «da nuovi incentivi agli investimenti e da un sistema fiscale particolarmente competitivo (noto come modello “10-10-10”, basato su un’aliquota del 10% per IVA, imposta sulle imprese e reddito personale)» nonché dal regime della “maquila” (che «consente di produrre per l’esportazione con un’imposta pari all’1% sul valore aggiunto»).
Vale la pena di notare che oggi come oggi i flussi di interscambio tra Italia e Paraguay nei settori industriali dell’elettrotecnica ed elettronica risultano «ancora contenuti», si sostiene da parte dell’organizzazione confindustriale di settore ma «hanno registrato una crescita sostenuta negli ultimi anni». Tradotto: stanti le prospettive di sviluppo infrastrutturale e industriale del Paese (e le opportunità offerte dai processi di integrazione regionale), si prevede «un progressivo rafforzamento degli scambi nel prossimo futuro».











