Fra Bim, Iot e Digital Twin, per i porti “smart” è qui il futuro (necessario?)
Negli ultimi anni il settore portuale è stato attraversato da profondi cambiamenti tecnologici e organizzativi. L’aumento dei volumi di traffico marittimo, la crescente complessità delle catene logistiche globali e la necessità di migliorare sostenibilità ed efficienza stanno spingendo i porti verso un nuovo modello operativo: quello dei porti “smart”. Ma si tratta davvero del futuro inevitabile del sistema portuale?
Gli smart ports rappresentano porti altamente digitalizzati e interconnessi, nei quali l’innovazione tecnologica consente di migliorare la gestione delle infrastrutture, ottimizzare i flussi logistici e garantire maggiore sicurezza e sostenibilità. In questo contesto, l’innovazione si esprime soprattutto attraverso alcune tecnologie chiave.
Una delle più rilevanti è il Building Information Modeling (Bim), una metodologia che consente la progettazione, la costruzione e la gestione delle infrastrutture mediante modelli tridimensionali intelligenti. Attraverso il “Bim” è possibile integrare in un unico ambiente digitale tutte le informazioni relative a porti, banchine, ponti, strade e ferrovie, migliorando la pianificazione degli interventi e riducendo costi e tempi di realizzazione. Inoltre, il “Bim” consente di gestire l’intero ciclo di vita delle infrastrutture, dalla progettazione alla manutenzione.
A questo si affianca l’utilizzo dell’ Internet of Things (IoT) e di sensori intelligenti. Questi dispositivi permettono di monitorare in tempo reale lo stato e le prestazioni delle infrastrutture portuali e dei collegamenti logistici, come ponti, strade e ferrovie. I dati raccolti dai sensori vengono analizzati per individuare eventuali anomalie o segnali di deterioramento, consentendo di applicare strategie di manutenzione predittiva. In questo modo è possibile intervenire prima che si verifichino guasti o malfunzionamenti, riducendo i costi di manutenzione e aumentando l’affidabilità delle infrastrutture.
Un ulteriore passo avanti è rappresentato dall’integrazione tra “Bim”, “Digital Twin” e sensori IoT. Il Digital Twin, ovvero il “gemello digitale” di un’infrastruttura o di un sistema portuale, consente di simulare il comportamento reale del porto in ambiente virtuale. Questo permette di analizzare scenari operativi, prevedere criticità e migliorare la gestione delle operazioni logistiche.
Un esempio significativo di applicazione di queste tecnologie è il porto spagnolo di A Coruña, che ha implementato, attraverso il “Bim”, un sistema centralizzato per la gestione dei dati di manutenzione e per l’analisi del ciclo di vita delle infrastrutture. Grazie a questo approccio digitale è possibile raccogliere, organizzare e analizzare informazioni fondamentali per pianificare interventi più efficaci e sostenibili nel tempo.
L’analisi predittiva nei porti rappresenta uno strumento strategico non solo per la gestione delle infrastrutture, ma anche per l’ottimizzazione delle operazioni portuali. Attraverso l’elaborazione dei dati è possibile migliorare la programmazione delle attività, ridurre i tempi di attesa delle navi e aumentare la tracciabilità delle merci lungo l’intera catena logistica.
In conclusione, i porti “smart” non sono soltanto una tendenza tecnologica, ma una risposta concreta alle nuove esigenze della logistica globale. L’integrazione tra “Bim”, IoT, “Digital Twin” e sistemi di analisi dei dati consente ai porti di diventare infrastrutture più intelligenti, efficienti e sostenibili. In questo senso, più che una semplice opzione, la trasformazione verso porti intelligenti sembra rappresentare una necessità per garantire competitività e resilienza al sistema portuale del futuro.
Angelo Roma
(Angelo Roma, consulente marittimo, è stato fino a poco tempo fa vicepresidente di Interporto Toscano di Guasticce, nel curriculum anche il periodo alla guida di Toremar e, in anni più lontani, il ruolo di port captain di Zim, la compagnia di navigazione israeliana)











