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MESSINA (ASSARMATORI)

«Ddl Risorsa Mare: bene il sì del Senato, ora la Camera dica sì al più presto»

Novità e semplificazioni che rendono il trasporto marittimo più moderno

Stefano Messina, presidente Assarmatori

ROMA. «Finalmente vengono superate, a costo zero per le casse dello Stato, alcune regole ormai non più attuali e viene previsto un più ampio ricorso alla digitalizzazione, mettendo così il settore nelle condizioni migliori per esprimere il suo potenziale a servizio dell’economia italiana». Non potrebbe essere più esplicito nelle parole di Stefano Messina la soddisfazione che, a nome di Assarmatori, esprime per l’approvazione, da parte del Senato, del Ddl Valorizzazione della Risorsa Mare: un provvedimento che ha al proprio interno  novità e semplificazioni che per lungo tempo sono state caldeggiate dall’associazione armatoriale. Le vedono come uno degli strumenti per «rendere il comparto del trasporto marittimo più moderno e competitivo, aumentando nel contempo l’attrattività della bandiera italiana».

Messina gira al largo dai tecnicismi ma ribadisce che giudica positivamente anche l’aggiornamento previsto in fatto di arruolamento dei marittimi extracomunitari, residenti in Italia: si va a superare – viene sottolineato – «un limite del Codice della Navigazione che fino ad oggi consente l’iscrizione alla Gente di Mare esclusivamente ai cittadini italiani e comunitari».

Da parte di Assarmatori si sottolinea che il percorso che ha portato all’approvazione di questo testo a Palazzo Madama è stato «partecipato e condiviso» e ha «preso le mosse dal “piano del mare” elaborato dal Comitato Interministeriale per le Politiche del Mare. Con un passaggio non secondario in questi giorni di durissima contrapposizione politica: «Ringraziamo il Ministro Nello Musumeci, la senatrice Simona Petrucci, relatrice del provvedimento, e nel complesso le forze di maggioranza e opposizione che hanno dato un segnale di concretezza e visione».

Adesso c’è il passaggio del provvedimento – che contiene anche importanti «chiarimenti sulla distinzione fra trasporto marittimo e noleggio di unità da diporto» – anche all’esame della Camera: Messina si augura che l’approvazione arrivi «in tempi stretti». Ma non è finita qui, a giudizio del presidente di Assarmatori: «A valle di questo passaggio occorrerà poi riprendere in mano alcuni argomenti che non hanno trovato spazio in questo testo. Ad esempio, è urgente trovare una soluzione alla lacuna generata dalla mancata ratifica della Convenzione di Londra del 1976 sui limiti della responsabilità dell’armatore in materia di crediti marittimi e garantire ai marittimi imbarcati su navi battenti bandiera di Stati dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo lo stesso trattamento fiscale già previsto per i marittimi imbarcati su navi battenti bandiera italiana»: occorre dare attuazione – afferma – a «un impegno assunto dall’Italia nei confronti della Commissione europea, nell’ambito della revisione del regime del Registro internazionale». L’ultima sottolineatura è per i criteri d’assegnazione dei contributi destinati alla formazione iniziale del personale marittimo: «È indispensabile migliorarli», dice Messina.

Pubblicato il
26 Marzo 2026

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