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L’ecobonus europeo per i Tir alimenta nuove polemiche

Si discute sulle priorità delle iniziative a Bruxelles mentre sembra che il supporto al trasporto via ro/ro possa diventare norma sancita dalla Ue

BRUXELLES – E’ finita, o almeno si teme che finisca, con un pasticciaccio brutto all’italiana: cioè con l’abolizione dell’ecobonus per l’autotrasporto merci sulle navi, proprio quando grazie a RAM (Rete Autostrade Mediterraneo) e alla presa di coscienza degli stessi trasportatori, la cosa cominciava a funzionare. Già sulla mancata erogazione degli ecobonus maturati negli anni passati c’è stato, da parte del governo Monti, quello che un po’ tutti gli addetti hanno chiamato tradimento.
[hidepost]La speranza più volte espressa dal professor Tommaso Affinita, amministratore di RAM e da anni impegnato sulla vicenda, è che l’ecobonus all’italiana venga finalmente adottato dall’Ue e diventi quindi un contributo sancito da Bruxelles per liberare molte strade dai Tir. Affinita ci sta lavorando da almeno due anni, e lo ha dichiarato sulle nostre colonne in tempi non sospetti. E’ per questo che la zuffa che si sta scatenando tra le associazioni dell’autotrasporto merci, a quanto pare sulla priorità dell’idea dell’ecobonus europeo e sui primi risultati raggiunti a Bruxelles, sembra un po’ la storiella dei polli di Renzo dei Promessi Sposi, che si beccavano tra loro mentre venivano condotti al girarrosto.
Fita-Cna è arrivata anche, la settimana passata, e ad emettere un duro comunicato contro le “polemiche gratuite” sull’ecobonus. “Che le associazioni dell’autotrasporto tutte – scrive l’associazione della galassia Can – siano fortemente impegnate per la soluzione positiva dello sblocco dell’ecobonus in Europa è un fatto conosciuto e risaputo da ogni addetto ai lavori. Un lavoro delicato – continua la nota – che le singole associazioni stanno portando avanti da tempo attraverso i propri contatti politici in Europa come in Italia. Per queste ragioni Fita-Cna auspica che il presidente della Fai-Conftrasporto Paolo Uggè rinunci a facili protagonismi alimentando sterili polemiche su chi ha fatto prima e meglio. Chi oggi si pone come unico interlocutore – continua la nota – strumentalizza tematiche delicate per una personalissima visibilità, disprezzando il buonsenso di chi come Anita, Cna-Fita e tanti altri lavorano nell’ombra per migliorare le condizioni operative delle imprese di autotrasporto italiane”.
Condizioni operative, val la pena di aggiungere, che la crisi internazionale ha reso ancora più dure. Tanto che ci sono imprese storiche, come la sarda Nieddu, che sembra ormai certo abbiano addirittura deciso di sospendere la linea di ro/ro che avevano messo su alcuni anni fa tra la Sardegna e il continente, mettendo in disarmo i suoi “Canguro” fino a ieri attestati a Marina di Carrara dopo la “fuga” da Livorno.

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Pubblicato il
9 Gennaio 2013

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