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LA VENDITA

Pierburg, piano industriale e impegni precisi prima dell’ultima firma

L’assemblea all’unanimità: «Vogliamo regole chiare e vincolanti»

È scritto su muro e su vessilli il nome Rheinmetall perché è la capogruppo di Pierburg

LIVORNO. «Qualsiasi soggetto acquirente, indipendentemente dalla propria natura (anche fondi di investimento), dovrà presentare prima del “closing” un piano industriale dettagliato, verificabile e con impegni occupazionali precisi». E anche: «Non sono accettabili operazioni che possano indebolire il sito durante la fase di transizione». Come pure: «Nella fase di cessione è necessario definire regole di cornice chiare e vincolanti, a tutela del sito di Livorno». Questo tris di coordinate sono la bussola che le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento Pierburg di Livorno hanno ribadito di volersi dare di fronte al rebus della cessione da parte della capogruppo tedesca Rheinmetall che da mesi ha annunciato l’intenzione di volersi concentrare sulle produzioni militari, vendendo il resto.

Gli addetti della fabbrica a due passi dal varco Valessini del porto di Livorno l’hanno ripetuto in assemblea dopo l’incontro in sede ministeriale e l’hanno messo nero su bianco in un documento approvato all’unanimità. Occhi puntati sulla «fase di incertezza legata al processo di cessione e al contesto complessivo del settore automotive»: è indispensabile affrontare questo passaggio delicatissimo «con serietà e chiarezza degli obiettivi, evitando semplificazioni e scorciatoie».

Al centro di ogni richiesta da parte dei dipendenti ci sono, come obiettivo prioritario, «la tenuta occupazionale e la continuità produttiva del sito, attraverso una soluzione industriale credibile e sostenibile». Quanto a «eventuali percorsi di diversificazione produttiva», non vengono del tutto esclusi ma – viene sottolineato – vengono visti con qualche dubbio perché sono «processi complessi che richiedono tempo, investimenti, competenze e scelte industriali concrete».

Nel documento si mette l’accento sul «valore delle competenze e delle professionalità presenti nello stabilimento»: rappresentano «un elemento centrale per qualsiasi prospettiva industriale». Quanto alla rappresentanza di lavoratrici e lavoratori della fabbrica labronica, viene precisato che «è espressa dalla Fiom Cgil sulla base del mandato assembleare». Al tempo stesso dànno mandato alla rappresentanza sindacale (Rsu) e alla Fiom Cgil di rappresentare «in tutti i tavoli di confronto» le posizioni espresse nel documento e di «mantenere lo stato di agitazione sindacale». La Rsu e la Fiom si impegnano:

  • a «sostenere con determinazione queste posizioni in tutte le sedi»;
  • a «lavorare per la definizione di un accordo di garanzia vincolante»;
  • a «mantenere un confronto costante e trasparente con i lavoratori».
Pubblicato il
3 Aprile 2026

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