Bari, la transizione digitale diventa realtà con il sistema Gaia
L’Authority è convinta che rivoluzionerà la logistica e la sicurezza

Francesco Mastro, presididente Authority di Bari
BARI. Lo dice il titolo del workshop: il “Port Community System Gaia” vuol essere «uno strumento per lo sviluppo della logistica e per guidare la transizione digitale nei porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale». L’istituzione portuale barese lo mette in agenda per lunedì 20 aprile ore 9,30 nel terminal crociere dello scalo di Bari. All’evento sono stati invitati, oltre al ministro Matteo Salvini, i massimi rappresentanti istituzionali regionali e delle città portuali interessate insieme ai rappresentanti delle Autorità Marittime, doganali e di polizia.
In vetrina è quel che l’Authority guidata da Francesco Mastro definisce «piattaforma digitale d’avanguardia»: è stata realizzata nell’ambito del Programma di Azione e Coesione (Pac) Infrastrutture e Reti 2014/2020 e, secondo quanto viene detto, la si ritiene «destinata a rivoluzionare la logistica e la sicurezza nei porti» che ricadono sotto la competenza dell’ente portuale barese.
Nel corso dell’evento – viene fatto rilevare – sarà illustrato come «l’innovazione tecnologica stia trasformando in nodi logistici intelligenti e interconnessi gli scali di Bari, Brindisi, Barletta, Manfredonia, Monopoli e Termoli, cioè quelli che fanno parte del sistema portuale barese-brindisino del mare Adriatico Meridionale.
Il “Pac” è un piano strategico gestito dal ministero delle infrastrutture – viene segnalato – che integra e rafforza il “Pon” Infrastrutture e Reti: la dotazione finanziaria complessiva è di oltre 810 milioni di euro ed è destinata a Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
I promotori dell’evento segnalano che il Programma è «fondamentale per la logistica e la sicurezza portuale» poiché finanzia «interventi mirati, in particolare attraverso l’asse tematico “A” dedicato alla digitalizzazione». Scopo: accrescere la competitività dei territori del Mezzogiorno, «specialmente attraverso l’efficienza logistica, quindi – si afferma – con l’abbattimento dei tempi di attesa e la fluidificazione delle merci (grazie a sistemi digitali interoperabili) e la sicurezza (cioè il monitoraggio costante dei flussi)». Tutto quanto insieme all’«integrazione con le autorità di controllo e le forze di polizia, per garantire standard elevati in ogni fase operativa».











