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ASSEMBLEA

«La “Zls” è la chiave d’accensione per un nuovo sviluppo di Genova»

Spediporto festeggia l’80° compleanno guardando al futuro

Intervento del presidente Giachero all’assemblea di Spediporto

GENOVA. Dalle istituzioni del territorio arriva una accoppiata di indicazioni in grado di costruire per Genova lo sviluppo che verrà. Da un lato, il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci: la necessità di “andare oltre gli Appennini” non è solo per via di una questione di mancanza di spazi bensì in nome dell’esigenza di dare una «dimensione europea ai nostri porti, lavorando insieme a Piemonte e Lombardia». Dall’altro, la sindaca di Genova, Silvia Salis: fra pochi giorni porterà in giunta la delibera su un progetto che gioca di sponda con la “Zls” ed è legato a 30 aree ex industriali, tra Valpolcevera, Valbisagno e Ponente cittadino («useremo gli strumenti a disposizione per rendere questi spazi appetibili e attirare l’attenzione di chi vuole investire»).

La “zona logistica semplificata” (Zls) come «chiave di volta per lo sviluppo economico di Genova, del suo porto e anche dell’aeroporto»: a riportarla al centro della discussione è l’assemblea pubblica di Spediporto, l’organizzazione di categoria degli operatori marittimi che quest’anno festeggia il suo 80° compleanno. Appuntamento a Genova, al Palazzo della Borsa, con quest’argomento messo nel menù dalla relazione con la quale il presidente Andrea Giachero ha messo sotto la lente d’ingrandimento «una serie di questioni calde:

  • il completamento delle infrastrutture di connessione con le altre regioni del Nord Ovest,
  • un progetto industriale condiviso,
  • il recupero delle aree industriali disponibili nella “Zls” come occasioni di sviluppo manifatturiero,
  • una grande azione di marketing territoriale internazionale».

Proprio la “Zls” è stata indicata come elemento-chiave nello studio presentato da Maurizio Conti, professore ordinario di economia politica dell’Università di Genova: la metropoli della Lanterna ha in sé alcune peculiarità che possono decretare il successo della “Zls”: «Un porto importante, istituzioni locali che funzionano, capitale umano elevato». Vale la pena di aggiungere che, a giudizio del presidente dell’Authority genovese, Matteo Paroli, c’è qualcosa che nella “Zls” che si può migliorare: «Dovremo rivedere l’impianto normativo in termini di snellezze procedurali, di risorse e del meccanismo con il quale vengono erogate».

È da segnalare anche che, di fronte alla platea dell’assemblea, il viceministro Edoardo Rixi, ha annunciato che il testo della “riforma della riforma della riforma” della portualità, quella cioè delle banchine nell’era della destra di governo,  ha avuto la “bollinatura” e ora verrà messa in calendario alla Camera dei Deputati. Non solo: Rixi ha messo in evidenza che «si deve aumentare l’influenza dei nostri porti nel Mediterraneo generando servizi che consentano di incrementare i traffici e rendere il nostro paese in grado di superare le crisi geopolitiche». Insomma: occorre «puntare sulle sinergie e sulla digitalizzazione, integrando interporti e porti».

Antonio Gozzi, presidente di Duferco e di Federacciai, ha guardato alla sponda sud del Mediterraneo. L’ha fatto per dire sostanzialmente una cosa: «I Paesi del Nord Africa cresceranno tanto: dobbiamo dunque, come città, diventare un punto di riferimento. Senza dimenticare cosa rappresenta la logistica: un fattore abilitante di competitività».

La “Zls” è finita nel menù anche della seconda tavola rotonda in agenda: protagonisti Luigi Attanasio, presidente della Camera di Commercio di Genova («batte la burocrazia, ci dà flessibilità») così come Andrea Maria Zucchini, direttore territoriale dell’Agenzia delle Dogane (al centro l’importanza di una governance pubblica predominante), Alessandro Cavo, presidente di Confcommercio (quanta rilevanza ha il ruolo dell’aeroporto), Gianluca Croce, presidente di Assagenti (attenzione ai molti cambiamenti in atto, a partire dal fronte caldo della digitalizzazione). Nel frattempo Fabrizio Ferrari, presidente di Confindustria Genova, auspica che l’Italia «non si più il Paese che non ha tempi e certezze»: smettiamola con le quasi-inaugurazioni perché il taglio del nastro va fatto «quando le opere sono finite davvero».

L’ultima sottolineatura è nel segno di un ospite internazionale, Guo Peidong, alto dirigente del China Council for the Promotion of International Trade (Ccpit): ha presentato la partecipazione di Regione Liguria come ospite d’onore al Cisce 2026, la rassegna sui temi della logistica e dell’innovazione che si svolgerà a Pechino nel mese di giugno.

Pubblicato il
30 Aprile 2026

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