Ecco in prova su strada il primo camion alimentato a idrogeno
Le nuove frontiere del trasporto merci: i test di Gruber Logistics e Scania

Test Gruber Scania per camion alimentato a idrogeno qui da sinistra Michael, Martin e Christian Gruber
ORA (Bolzano). Dalla collaborazione tra Gruber e Scania si è arrivati alla prima sperimentazione in Italia di un mezzo pesante ad idrogeno. Siamo ancora agli inizi in fatto di sviluppo di camion che funzionino grazie all’idrogeno, qualche passo in avanti si è compiuto grazie a progetti pilota a livello europeo. All’interno di tale scenario, l’alleanza operativa che vede protagonisti Gruber Logistics e Scania contribuisce a «posizionare l’Italia tra i Paesi in prima linea nello sviluppo e nella sperimentazione di soluzioni a idrogeno per il trasporto pesante». A darne notizia è l’operatore logistico sudtirolese segnalando che in questi giorni l’iniziativa decolla grazie a «uno Scania 40 R equipaggiato con tecnologia a celle a combustibile».
Al via un test in condizioni reali per una sperimentazione che rientra nel progetto europeo Zefes. Scopo: accelerare la decarbonizzazione del trasporto merci in Europa. Come: attraverso test reali su strada di veicoli pesanti elettrici (Bev) e a idrogeno (Fcev). Va detto che «Scania punta sull’elettrificazione, ma si impegna costantemente a comprendere a fondo tutte le forme di trasporto sostenibile».
Grazie all’approccio modulare, il trattore stradale a tre assi – viene sottolineato – è basato sulla piattaforma Bev sulla quale sono stati integrati serbatoi di idrogeno e un sistema a celle a combustibile. È bene chiarire che, come spiegano dal quartier generale di Gruber, «l’idrogeno non viene bruciato: è impiegato come vettore energetico e viene convertito in elettricità tramite una “fuel cell”. A cosa si punta? A «valutare prestazioni operative, autonomia e modalità di rifornimento in condizioni reali», secondo quanto viene illustrato.
Questa sperimentazione – è stato detto presentando la novità – rientra nella più ampia strategia di Scania Pilot Partner di «testare tecnologie e architetture in collaborazione con clienti selezionati per maturare conoscenze pratiche utili alla transizione verso trasporti a basso o nullo impatto ambientale».
Rispetto a un veicolo Bev “puro”, uno Fcev (Fuel Cell Electric Vehicle) presenta alcuni vantaggi e considerazioni da evidenziare:
- Autonomia superiore: il sistema a celle a combustibile consente generalmente «percorrenze superiori rispetto a configurazioni Bev con pacchi batterie analoghi»;
- Tempi di rifornimento brevi: il rifornimento dell’idrogeno può essere effettuato «in 20 minuti, molto inferiori ai tempi di ricarica rapida delle batterie»;
- Infrastruttura e delocalizzazione dell’energia: la rete di distribuzione e rifornimento dell’idrogeno può risultare «più semplice da delocalizzare e gestire per alcune operazioni logistiche», rendendo «più agevole l’utilizzo in applicazioni complesse e decentralizzate».
Il primo appuntamento è previsto a “Transpotec 2026”: Scania e Gruber Logistics approfondiranno l’iniziativa in un evento dedicato al pubblico, in programma per giovedì 14 maggio alle ore 12 (pad. 22, stand Scania). Durante tutti i giorni di fiera, i visitatori potranno vedere dal vivo il mezzo, disponibile in esposizione statica nell’area esterna. Il mezzo sarà inoltre disponibile ai visitatori dell’Innovation Summit di Gruber Logistics, i giorni 27 maggio al Safety Park di Bolzano e 28 maggio presso il Noi Techpark, sempre a Bolzano.
Così il commento di Martin Gruber, amministratore delegato di Gruber Logistics: «È importante sottolineare come questo mezzo, nonostante si tratti di un veicolo ancora non in produzione, sarà utilizzato da Gruber Logistics per l’operatività reale. Grazie alla collaborazione con leader del settore come Nestlé, P&G, Verallia Italia, Abb e Birra Forst trasporteremo carichi commerciali reali. Questo è un passo importante per velocizzare la diffusione di nuove tecnologie e comprendere fin da subito quali sono le difficoltà potenziali che un operatore logistico deve affrontare attraverso il loro utilizzo».
Queste le parole di Simone Martinelli, manager del settore E-mobility di Scania Italia: «Sfruttando l’approccio modulare tipico di Scania, abbiamo impiegato la piattaforma “Bev” integrandola con la tecnologia a celle a combustibile. Non si tratta di un veicolo ottimizzato nella configurazione finale, ma di una soluzione di transizione che ci consente di valorizzare gli sviluppi della catena cinematica elettrica e di valutare il comportamento del sistema “fuel cell” in condizioni reali. Il passo successivo consisterà nell’ottimizzare il layout per ridurre ingombri e i pacchi batteria, attualmente sovradimensionati».











