«La Darsena Europa (e il futuro) secondo me»: le idee del prefetto commissario
L’uso anticipato del primo lotto, i rapporti con l’Authority, i progetti che mancano

Ottobre 2025: in visita al cantiere della Darsena Europa. Da sinistra: il prefetto Giancarlo Dionisi ora nominato commissario della espansione a mare del porto di Livorno, l’allora commissario dell’Authority Davide Gariglio ora presidente, l’ex commissario della maxi-Darsena Luciano Guerrieri, il ministro Matteo Salvini e, di spalle, l’ingegner Enrico Pribaz, dirigente tecnico dell’istituzione portuale
LIVORNO. «Il commissariamento ha senso solo se introduce un elemento di discontinuità reale». Non gira intorno alle parole il prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi: da pochi giorni è effettivamente commissario per la realizzazione della Darsena Europa, espansione a mare del porto di Livorno in quella che lui stesso ha definito «la seconda grande opera a livello nazionale per importanza». L’insediamento è arrivato dopo una lunghissima fase a bagnomaria: l’annuncio del ministro Matteo Salvini era stato esplicito e diretto nell’ottobre scorso, tutti sapevano che a Dionisi sarebbe stata affidata questa responsabilità ma la nomina nero su bianco si è fatta attendere per sei mesi.
La frase la peschiamo nell’intervista a Dionisi pubblicata da “Shipping Italy”, autorevole giornale online genovese: praticamente una platea nazionale. Il prefetto commissario annuncia che intende «istituire una struttura commissariale autonoma, snella e distinta dall’Autorità di Sistema Portuale, anche sotto il profilo fisico e organizzativo». Beninteso: «Si tratterà di una struttura in avvalimento, che potrà quindi utilizzare anche personale dirigente e competenze già presenti all’interno dell’Autorità portuale, ma che dovrà operare con una propria autonomia funzionale, organizzativa e, per quanto possibile, anche logistica».
La “terzietà” e il bisogno di accelerare i tempi
Da tradurre così: Dionisi ce la mette tutta per marcare «quella terzietà e quella capacità di accelerazione che sono proprie della figura del commissario straordinario, evitando sovrapposizioni ma anche inerzie». Anche a costo di strappi tipo il “potere sostitutivo”? Dionisi questa carta la gioca così: «Non va inteso come uno strumento invasivo, ma come una leva da attivare laddove si registrino rallentamenti incompatibili con la strategicità dell’opera». Quindi rincara: «Il compito del commissario straordinario è, per definizione, quello di accelerare. Sui progetti esecutivi entrerò nel merito una volta dentro la macchina amministrativa, ma è evidente che, se necessario, interverrò per garantire il rispetto dei tempi».
Del resto, nel virgolettato di Dionisi sul quale mettono l’accento sia il quotidiano livornese “Il Tirreno” come pure “T24”, giornale online di casa confindustriale, in testa ai «pilastri su cui intendiamo costruire la fase operativa dell’opera» spicca la «rapidità decisionale», seguita da «chiarezza sul quadro finanziario e una governance forte e unitaria».
Inevitabile che torni a galla la questione, già sollevata dalla testata genovese in una intervista di rilevante peso specifico, protagonista il viceministro Edoardo Rixi. In ballo l’idea di assegnare provvisoriamente un primo lotto e pensare in seguito alla gara complessiva. Con un retropensiero che Rixi non nasconde neanche poi troppo (e dà ben conto dell’atteggiamento di Genova di fronte al rischio di ritrovarsi fra i piedi un concorrente come la Darsena Europa): chissà se ci saranno contenitori per tutti, davvero bisogna realizzare a Livorno questa espansione a mare? E ora che siamo quasi a metà e non è così semplice fermarla: perché non limitarsi a farne piazzali per qualcos’altro che non siano container?
Il via subito ai primi lotti: adelante ma con juicio…
Risposta di Dionisi al giornale diretto da Nicola Capuzzo: «La Darsena Europa è un’infrastruttura strategica e va realizzata indipendentemente dalle contingenze del momento. Le crisi energetiche e le instabilità delle rotte sono fattori reali, ma per loro natura variabili. Noi dobbiamo guardare al medio-lungo periodo: migliorare la capacità del porto, rafforzare la competitività del sistema logistico, creare occupazione e sviluppo». Come dire: «non possiamo permetterci di rinunciare a un’opera strategica per timori legati a una fase congiunturale».
Più perentori i toni sui quali mette l’accento “T24”: «Sui tempi dell’operatività dei piazzali già pronti, il commissario ha posto come obiettivo “anticipare concretamente la messa a reddito dei primi spazi”, anziché aspettare la conclusione totale dell’opera».
Ma le parole che si ascoltano in una intervista al “Messaggero marittimo” dedicano ben più di una frase a quest’argomento. Una frase tutt’altro che reticente, però prudente sì: da un lato, per l’idea di mettere a reddito i piazzali man mano che sono pronti il commissario-prefetto spende aggettivi di apprezzamento; dall’altro, invita tuttavia alla cautela perché è ben consapevole che c’è da tener conto dei tempi anche della gara per l’affidamento dell’intera infrastruttura. Come dire: è complicato affidare a qualcuno una parte dei piazzali e poi (poco dopo?) dirgli che deve andarsene perché deve subentrare chi ha da realizzare il terminal contenitori. Con un rischio: trasformare una infrastruttura in una babele di carte bollate. Al tirar della riga del totale, viene in mente il cancelliere Ferrer raffigurato da Alessandro Manzoni: «Adelante Pedro, con juicio»…

Anche qui la foto riguarda il cantiere della Darsena Eropa nel porto di Livorno: nell’ottobre 2025 il sopralluogo. Da sinistra: il presidente dell’Authority livornese Davide Gariglio (a quel tempo commissaio), il ministro vicepremier Matteo Salvini, il prefetto Giancarlo Dionisi (ora commissario della Darsena Europa), il contrammiraglio Giovanni Canu, direttore marittimo della Toscana e comandante della Capitaneria di Porto di Livorno
Messaggio di rassicurazione a Msc e Grimaldi, ma non solo loro due…
Dionisi conferma di aver avuto primi contatti informali con Msc e con Grimaldi: vuol mandare un messaggio di rassicurazione non solo ai due pretendenti che si sono già materializzati ma anche agli altri operatori che non l’hanno fatto e magari potrebbero farlo.
In una domanda dell’intervista alla testata genovese si mette l’accento sul fatto che tra Msc e Grimaldi, entrambi in lizza per la maxi-Darsena, non sembra esserci collaborazione. Chi valuterà le loro manifestazioni di interesse sull’infrastruttura livornese e con quale sostenibilità? Dionisi: «Le valutazioni sulle manifestazioni di interesse seguiranno il percorso previsto: fanno capo alle procedure di gara gestite dall’Autorità di Sistema Portuale». Il prefetto-commissario dice che la collaborazione con l’Authority sarà piena e fattiva. Obiettivo: 1) la gara si svolga «in maniera assolutamente trasparente»; 2) dal punto di vista strategico, sia «coerente con ciò che si vuole realizzare e con ciò che concretamente può essere realizzato insieme agli investitori». Dionisi si dà un compito: «Creare le condizioni perché il progetto sia attrattivo. E l’attrattività si costruisce con credibilità, con avanzamento reale delle opere, con chiarezza delle regole e con tempi affidabili». Dunque: «Non si tratta di mediare tra operatori, ma di garantire un contesto competitivo e solido».
La concessione spetta all’Authority: non è in ballo solo uno spazio
Nel botta e risposta con la cronista del “Tirreno”, Dionisi ha a cuore un punto da chiarire sul chi fa cosa riguardo alla concessione della Darsena Europa: ribadisce che la procedura compete all’Autorità di sistema portuale. E il suo ruolo in questo quadro? «Quello di offrire la massima collaborazione e di lavorare affinché il contesto complessivo (infrastrutturale, amministrativo e regolatorio) sia il più possibile attrattivo. L’obiettivo è duplice: da un lato rendere appetibile l’investimento, dall’altro rassicurare i grandi operatori internazionali sulla certezza dei tempi e sulla solidità del progetto». In realtà, poi indica anche qualcosa di più: 1) è fondamentale che «il percorso sia improntato a trasparenza, competitività e tempi certi»; 2) non c’è «solo da assegnare spazi, ma di selezionare progetti industriali solidi, capaci di generare traffici, occupazione e sviluppo per il territorio». Sull’uno e sull’altro versante, «il mio impegno – dice Dionisi – sarà quello di accompagnare e sostenere questo processo».
Rapidità decisionale, si diceva: ma non sembra che il commissario-prefetto voglia andare per strappi e diktat. Quantomeno, richiama nel ruolo di commissario l’identikit della «figura prefettizia per definizione super partes». Con una volontà dichiarata: «raffreddare eventuali conflitti politici, riportando il confronto – dice al giornale ligure – su un piano strettamente operativo e orientato ai risultati». Cioè: «dare all’esterno, e in particolare agli investitori, un’immagine chiara di un sistema che lavora in modo coeso, concreto e privo di ostacoli di natura politica» così da «dimostrare che il sistema funziona in modo affidabile, stabile e orientato ai risultati». Se vogliamo, non desta sorpresa il fatto che ringrazi il governo di centrodestra (nelle persone dei ministri Matteo Salvini e Matteo Piantedosi così come del viceministro Edoardo Rixi), semmai non è così scontato il richiamo all’impegno del “governatore” di centrosinistra Eugenio Giani ricordando che la Regione Toscana mette sul tavolo una linea di credito da 200 milioni che non ha eguali in altre regioni per grandi opere analoghe (e questo benché Giani e Dionisi abbiano alle spalle più di una punzecchiatura reciproca).

I primi passi che Dionisi intende fare li rivela in una videointervista al “Messaggero marittimo”: affidarsi a una società esterna per una “due diligence” che passi al setaccio la situazione attuale del cantiere della Darsena Europa per «una verifica puntuale» sotto il profilo tanto progettuale quanto finanziario-amministrativo.
«Mancano i progetti sui collegamenti di strade e ferrovie, siamo a zero»
Infine, una sottolineatura: il prefetto la riprende dalla sua audizione in commissione parlamentare appena prima della nomina. Riguarda il fatto che l’espansione lato mare è solo la metà del nuovo assetto del porto di Livorno, l’altra metà è relativo ai collegamenti lato terra, che si tratti di ferrovie come pure di strade. Non c’è dubbio: l’una ha bisogno dell’altra. E qui il neo-commissario non fa fatica ad andar giù duro: dice che non ha in mano «nessuna progettualità» sulle connessioni via strada e via ferrovia. Di più: «Qui parto purtroppo da zero», questa la sua argomentazione nel videocolloquio con il giornale web livornese pubblicato su Youtube. Ciò gli dà il destro per dire che fin quando non sono pronti i progetti non ha senso sparare cifre per quantificare un fabbisogno extra, semplicemente perché non si sa di quanti soldi in più c’è bisogno.
Su “Shipping Italy” preferisce declinarla invece così: «Prima ancora delle risorse, il tema vero è la progettazione. Servono progetti di fattibilità tecnico-economica solidi, costruiti a regola d’arte, che consentano di quantificare in modo preciso il fabbisogno e di rendere immediatamente attivabili i finanziamenti. Francamente, mi sarei aspettato che su questo si fosse già più avanti». Aggiungendo poi: «Da oggi in poi, però, sarà necessario imprimere una forte accelerazione, perché senza progetti non si può nemmeno parlare seriamente di finanziamenti».
Mauro Zucchelli











