Ancona, i posti barca alla Mole fanno litigare il sindaco e l’Authority
Aspra polemica dopo il bando dell’ente portuale per riassegnarli

Vincenzo Garofalo per altri 60 giorni alla guida dell’istituzione portuale con sede a Ancona
ANCONA. I posti barca attorno alla Mole Vanvitelliana fanno litigare il sindaco di Ancona (Daniele Silvetti) e i vertici dell’Authority del Mare Adriatico Centrale (Vincenzo Garofalo) con un duro botta e risposta iniziato via social. Secondo quanto ricostruisce il quotidiano locale “Corriere Adriatico”, tutto nasce dal fatto che il sindaco forzista ha contestato il “ribaltone” che ha portato una associazione a sbaragliare la concorrenza di fronte al bando messo in pista dall’Autorità di Sistema per gestire i posti barca in quella zona, sconfiggendo chi finora ha avuto in mano la gestione.
In realtà, il primo cittadino se la prende non tanto con chi ha vinto quanto semmai con le modalità con cui il bando è stato formulato dall’Authority per affidare lo spazio demaniale. Secondo quanto riporta il giornale anconitano, al sindaco non è andata giù che «si è guardata la legge di mercato in senso assoluto e non l’apporto tecnico e sociale che poteva dare la Stamura, una realtà storica che ha motivo di esistere solo se è radicata nel suo ambiente». Aggiungendo poi: «Si è guardato alla finalità commerciale, penalizzando l’associazionismo sportivo, era facile prevedere un avvicendamento». Con una durissima frecciata: «Ormai siamo giunti al disgusto».
Dietro c’è il fatto che il pool vincitore ha fatto una offerta che prevede un canone annuo molto più alto di quello inizialmente previsto: la precedente realtà aveva vinto sul piano della qualità dell’offerta tecnica ma ha dovuto arrendersi davanti a un rialzo triplo dal punto di vista quantitativo, secondo il “Corriere”.
La risposta da parte dell’Authority non si è fatta attendere: a cominciare dal fatto che la nota dell’istituzione portuale si apre dicendo che le parole del sindaco, da un lato, «non corrispondono al vero» e, dall’altro, sono «del tutto irrituali e irrispettose del ruolo istituzionale e dell’autonomia amministrativa» dell’Authority. Senza contare che la concessione contestata «non è stata ancora aggiudicata definitivamente» (c’è semmai una graduatoria provvisoria).
A giudizio dei vertici dell’ente portuale, «è del tutto anomalo che un pubblico amministratore si intrometta ed esprima un giudizio di preferenza su un procedimento ancora in corso», e questo «in barba al principio di terzietà delle cariche pubbliche in una procedura di gara».
Il sindaco contesta le modalità del bando? L’Authority gli risponde che basterebbe leggersele sul sito web istituzionale: viene attribuito «il 70% del punteggio alla valutazione tecnica delle proposte ed il restante 30% alla valutazione economica». Quanto ai 70 punti per le proposte tecniche:
- 10 sono relativi all’esperienza pregressa in attività dell’associazionismo sportivo diportistico,
- 10 relativi a soluzioni per la possibile riduzione degli impatti ambientali,
- 10 relativi all’accessibilità ai posti barca per le persone con disabilità, oltre agli elementi di programmazione delle attività e manutenzione degli spazi.
Se poi ci si riferisce al “diritto di insistenza” (il diritto del precedente concessionario di essere preferito in sede di rinnovo rispetto alle nuove istanze), l’ente portuale ricorda che «è stato abrogato nel 2009 a seguito di procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea per la sua contrarietà al diritto comunitario».
La replica dell’Authority rincara: «Sempre per chiarezza, il contemporaneo procedimento relativo agli spazi in gestione all’Associazione pescatori sportivi dilettantistici, titolare uscente di una concessione per specchi acquei insistenti intorno alla Mole, ha visto la stessa prevalere rispetto ad un’offerta concorrente aggiudicandosi, ancora in via provvisoria, con un’offerta tecnica ed economica migliori, la concessione dei posti barca, nel rispetto delle normative e della storia del sodalizio». Aggiungendo: «Il tutto a tutela dei principi della trasparenza e della concorrenza che sono alla base dell’art. 37 del Codice della navigazione nell’ambito del rilascio delle concessioni demaniali marittime».
Nelle ultime sottolineature al quartier generale dell’Authority escono dalla risposta istituzionale e prendono di petto la polemica: a partire dal fatto di rimproverare indirettamente «il linguaggio e la forma» usati dal sindaco («rassicurandolo che, non pretendendo di essere infallibili, lavoriamo non per ottenere complimenti, ma per servire correttamente, nel rispetto quindi delle leggi e delle regole, la collettività»). Di più: l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale ha evitato di buttarsi in questo tipo di polemiche in passato: è stato «sempre rispettato il ruolo e la posizione dell’Amministrazione comunale anche in situazioni di netta divergenza degli interessi» (in nome della convinzione che «la cooperazione istituzionale possa consentire di trovare soluzioni di mediazione e soprattutto equilibrio a tutela del preminente interesse pubblico»). E comunque, se vogliamo proprio polemizzare, l’Authority si toglie i guanti. Dunque: allora sarebbe bene che il Comune mettesse la stessa verve per fare il suo mestiere in due cose:
- «completare i lavori di accesso al porto su piazza della Repubblica, non certo un bel biglietto da visita per i passeggeri delle navi da crociera e dei traghetti che arrivano ad Ancona»;
- «ripristinare la disastrata (forse quella sì disgustosa) viabilità portuale di accesso dalla Nuova Darsena».











