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AUTOTRASPORTO

La protesta di Trasportounito davanti al ministero: quell’intesa è un autogol

L’assemblea conferma Longo segretario (e Franco Pensiero presidente)

Maurizio Longo

ROMA. «Quando il ministro ha deciso di non assegnare deleghe specifiche per l’autotrasporto ai sottosegretari, ha lasciato intendere che avrebbe seguito personalmente il settore. In questi anni, però, abbiamo visto l’esatto contrario». Non potrebbe essere più aspro il giudizio di Maurizio Longo, numero uno dell’organizzazione di categoria Trasportounito, nei confronti del ministro Salvini («in una delle fasi più difficili per le imprese, abbiamo registrato silenzio, assenza e totale indifferenza»).

L’attacco arriva appena dopo che si è conclusa la mobilitazione degli aderenti a Roma davanti alla sede del ministero delle infrastrutture. Con un messaggio preciso in rotta di collisione con l’intesa siglata dal fronte delle altre organizzazioni dell’autotrasporto raggruppata in Unatras: l’accordo del 22 maggio – si afferma – non rappresenta una soluzione ai problemi dell’autotrasporto e rischia di trasformarsi nell’ennesima promessa senza effetti concreti. Longo è esplicito davanti ai manifestanti: «L’intesa è una promessa vuota. Noi chiediamo una riforma normativa che funzioni davvero, non chiacchiere: l’autotrasporto ha bisogno di regole chiare, applicabili e immediate per tornare a correre».

Dal quartier generale di Trasportounito annunciano che la mobilitazione «non si fermerà alla protesta di Roma». Adesso l’intenzione è quella di «portare le proprie proposte nelle sedi istituzionali e aprire un confronto vero sulle priorità del settore». Perciò la mobilitazione davanti al ministero viene vista come un punto di svolta e «un passaggio politico importante: imprese e lavoratori chiedono di essere ascoltati e reclamano una normativa moderna, stabile ed efficace».

«La richiesta – dice l’organizzazione dell’autotrasporto – è semplice: non favori ma regole. non annunci ma provvedimenti concreti». Aggiungendo poi: «Senza l’autotrasporto si ferma una parte essenziale dell’economia italiana, e continuare a ignorarne le difficoltà non è più un’opzione».

Dopo la manifestazione di protesta, si è tenuta l’assemblea generale di Trasportounito: sono stati eletti i collegi. Confermati i vertici: il presidente nazionale continua a essere Franco Pensiero, nelle vesti di segretario generale confermato Maurizio Longo.

A giudizio di Trasportounito il settore «continua a essere schiacciato da costi crescenti, carenza di conducenti, concorrenza spesso distorta e una normativa frammentata che non offre certezze alle imprese». È una crisi che «dura da anni»: dunque, accordi e protocolli «non bastano più: serve una riforma organica, capace di garantire sicurezza, competitività e condizioni di lavoro dignitose».

Vale la pena di mettere in evidenza che Trasportounito punta il dito anche contro «la distanza tra il mondo dell’autotrasporto e la politica: secondo gli operatori, si è allargata proprio mentre il comparto chiedeva risposte e interventi urgenti».

Pubblicato il
23 Giugno 2026

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