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ALLA DIGA DI PUNTA RISO

Distrutto a sassate l’impianto fotovoltaico in costruzione nel porto di Brindisi

Authority: è una intimidazione, comunque andremo avanti come previsto

I danni ai pannelli fotovoltaici in costruzione nel porto di Brindisi

BRINDISI. Una sfilza di pannelli fotovoltaici sono stati distrutti o, ben che vada, gravemente danneggiati s suon di sassate all’interno del cantiere riguardante la diga di Punta Riso nel porto di Brindisi, come segnalato dal tg regionale Rai della Puglia. La notizia è confermata dall’Authority barese del Mare Adriatico Meridionale che parla di «grave atto vandalico e intimidatorio».

L’impianto per l’energia solare è in corso di realizzazione: è integrato – viene specificato – nel muro paraonde della diga. È stato progettato in modo innovativo per «coniugare sostenibilità ambientale, efficientamento energetico e sviluppo della logistica portuale». Fa parte di un progetto di adeguamento infrastrutturale che riguarda gli scali sia di Brindisi che di Bari e punta al miglioramento della capacità logistica agroalimentare: tant’è vero che i finanziamenti in chiave Pnrr arrivano via ministero dell’agricoltura.

L’istituzione portuale segnala che i pannelli erano «già installati»: l’azione dei vandali ha provocato «ingenti danni» e «una parte significativa dell’impianto è stata distrutta, nonostante i lavori non siano ancora stati ultimati», spiegano dal quartier generale dell’ente portuale annunciando di aver presentato denuncia alle forze dell’ordine.

L’Autorità di Sistema denuncia l’«estrema gravità» dell’episodio: i vandali hanno colpito «non soltanto un’opera pubblica, ma un investimento strategico destinato a rendere il porto di Brindisi sempre più sostenibile, efficiente e competitivo».

Il presidente dell’ente portuale, Francesco Mastro, ha sottolineato che «nessun gesto intimidatorio rallenterà il percorso di modernizzazione e di sostenibilità che l’Autorità di Sistema sta portando avanti con determinazione». Dunque, pare di capire che si pensi a qualcosa di più di un gesto sconsiderato di qualche sciroccato alle prese con il caldo eccessivo: non bastasse l’uso della parola “intimidatorio”, Mastro lo spiega chiaro e tondo nella dichiarazione ufficiale: «Mi auguro che il clima che si è creato attorno a quest’opera venga riportato su un piano di confronto civile e responsabile». Aggiungendo poi: «Alimentare tensioni, soprattutto attraverso i social network, significa favorire un contesto che non giova a nessuno. Le opinioni e le critiche sono sempre legittime, ma devono essere espresse nel rispetto delle persone, delle istituzioni e del bene pubblico. Il dissenso non può e non deve mai trasformarsi in un terreno fertile per gesti di violenza o di intimidazione».

Dalla sede dell’Authority si ribadisce che non si intende mostrare alcun tentennamento: i lavori «proseguiranno secondo il cronoprogramma previsto».

Pubblicato il
1 Luglio 2026

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