La fabbrica dell’ossigeno nasce nel Distretto conciario del cuoio
Siad investe 60 milioni, eliminati migliaia di viaggi di autocisterne

Rendering progetto “Asu Toscana”
CASTELFRANCO DI SOTTO (Pisa). Una nuova fabbrica per produrre ossigeno, azoto ed argon che sorgerà in provincia di Pisa, fra Castelfranco di Sotto e di Santa Croce sull’Arno: con un impianto di frazionamento aria da completare entro il 2027 che avrà alle spalle un investimento di oltre 60 milioni di euro (e un contributo in conto capitale per 6,9 milioni in arrivo da Invitalia). A metterlo in pista è Siad, che presenta il proprio biglietto da visita come uno tra i principali gruppi industriali italiani, con un fatturato 2025 di oltre 1,16 miliardi di euro, più di 70mila clienti, 2.500 dipendenti nel mondo impegnati in attività nei settori gas industriali, ingegneria, salute e energia.
Il nuovo stabilimento di questa realtà con certificato di nascita targato Bergamo, che ha Bernardo Sestini al timone, arriverà in occasione del centenario della fondazione. Sarà per la Toscana un asset strategico, visto che, secondo quanto riferisce Siad, sarà questo l’unico polo operativo sul territorio regionale per la produzione di ossigeno e gas tecnici dell’aria.
La nuova fabbrica – spiegano dal quartier generale di Siad – ha “l’obiettivo di ridurre drasticamente l’impatto ambientale legato alla logistica”. Potendo contare sulla produzione in loco dei gas necessari alle lavorazioni industriali, principalmente per le eccellenze del distretto conciario, sarà “possibile contrarre i volumi di trasporto su gomma, abbattendo le emissioni di CO2 e garantendo una maggiore resilienza operativa alle imprese del territorio”.
Viene dunque presentata come una produzione a “chilometro zero” che “ridurrà drasticamente i costi e l’impatto logistico, rendendo l’attività di depurazione più efficiente e consentendo lo sviluppo di nuove tecnologie per prodotti ecosostenibili”, secondo quanto viene sottolineato. Dal punto di vista ambientale, si stima che grazie all’ossigenodotto si elimineranno un migliaio di viaggi all’anno delle autocisterne adibite normalmente al trasporto dei gas con un beneficio in termini riduzione della CO2 emessa in atmosfera di oltre 2mila tonnellate annue.
Oltre a garantire maggiore affidabilità e competitività alle aziende locali, il nuovo impianto sarà in grado di assicurare forniture essenziali:
• per le imprese del distretto della concia;
• per gli ospedali della Regione.
Lo stato maggiore di Siad segnala che l’ossigeno gassoso verrà “inviato tramite gasdotto direttamente al depuratore del Consorzio Aquarno a servizio di tutto il distretto con un aumento dell’affidabilità della fornitura in quanto verranno eliminate le autocisterne che oggi trasportano l’ossigeno da vari impianti fuori dalla Regione al depuratore”. A ciò si aggiunga che al gasdotto sarà allacciato anche l’impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti speciali gestito da Hasi Herambiente Servizi Industriali.
Stiamo parlando di un nuovo impianto ad alto tasso di automatizzazione con soluzioni innovative: in termini occupazionali, offrirà “venti posti di lavoro altamente specializzati tra operatori di impianto, manutentori e personale addetto al trasporto, oltre alle ricadute positive su indotto e imprese locali”. Da parte di Siad si ricorda che “la presenza di un impianto di produzione di ossigeno, azoto ed argon crea disponibilità di prodotto diventando un acceleratore e catalizzatore di nuove attività che favoriranno positive ricadute occupazionali”. Senza dimenticare che a tutto questo si deve aggiungere “anche una parte di indotto temporaneo, ma significativo, per le attività di cantiere”, viene evidenziato.
Il gruppo guidato da Bernardo Sestini segnala che tale investimento rafforza il legame a doppio filo che Siad ha con la Toscana: si pensi al fatto che fin dagli anni ’50 ad Avenza (Massa Carrara) Siad ha uno stabilimento per il riempimento di bombole di gas tecnici, alimentari e medicali. A questo si aggiungono gli impianti ingegnerizzati ed installati da Siad per il recupero e la liquefazione della CO2 dai fumi dei processi produttivi e da biogas per poi essere utilizzata in importanti aziende del settore chimico.
Come detto, l’iniziativa industriale ha beneficiato del supporto del ministero delle imprese e del Made in Italy, che ha sostenuto lo sviluppo della filiera del distretto della concia attraverso il progetto “Asu Toscana: Ossigeno a km zero per il Distretto conciario toscano”. La realizzazione dell’opera – viene specificato – è stata resa possibile anche grazie alla fattiva collaborazione di Invitalia, l’agenzia nazionale che si occupa di attrazione degli investimenti: anche questo vale come “conferma della rilevanza strategica dell’impianto per il territorio e per l’autonomia produttiva locale”, è stato detto annunciando la realizzazione dell’impianto.
Queste le parole di Bernardo Sestini, presidente e amministratore delegato del gruppo: “Il mercato dei gas si è evoluto negli anni – spiega – stimolandoci a sviluppare soluzioni sempre più innovative e costruite intorno alle esigenze dei clienti. Siad è oggi un ecosistema integrato che connette competenze nei gas industriali, nell’engineering, nell’healthcare e nell’energia. Il nuovo impianto Asu, realizzato dalla divisione engineering del Gruppo Siad, rappresenta concretamente questo approccio integrato, unendo competenze tecnologiche, capacità produttive e innovazione industriale”. Aggiungendo poi: “Questo investimento consolida la presenza storica di Siad in Toscana e testimonia un impegno continuo nello sviluppo di soluzioni innovative, capaci di generare valore per clienti, partner e comunità, in un’ottica di crescita sostenibile, autentica e di lungo periodo”.
Così il commento di Francesca Romana Tomaselli, direttore generale del Consorzio Aquarno spa: “Questa realizzazione dell’impianto di produzione di ossigeno e gas tecnici ha visto sussistere una grande sinergia con Consorzio Aquarno spa, gestore di uno dei più grandi depuratori a prevalenza industriale d’Italia e della correlata piattaforma impiantistica del distretto del cuoio. Le due realtà insieme rappresenteranno un esempio di tecnologia avanzata e di fattiva complementarità che nel futuro si auspica possano veder realizzati ulteriori progetti comuni”.











