Asse fra l’Italia e il Qatar: Fincantieri gestirà il centro della Marina militare di Doha
Prima la fornitura di navi, ora il polo di addestramento e simulazione tech

L’elaborazione grafica digitale con cui Fincantieri ha presentato su X il contratto per il centro tech in Qatar
TRIESTE. Nello scacchiere geopolitico del Golfo così incandescente il nostro Paese ha giocato i suoi assi nell’alleanza con il Qatar. Dopo un pressing diplomatico che ha visto il governo italiano e le autorità qatariote a tu per tu in varie occasioni, stavolta torna di nuovo in scena Fincantieri come colosso industriale pubblico di rango internazionale che vanta consolidati rapporti con questo Paese che ha un Pl pro capite doppio di quello italiano e u tasso di crescita annuo quasi triplo, con un identikit da stato autoritario ma un po’ meglio di Iran e Afghanistan, diciamo che nel Democracy Index dell’Economist sta peggio dell’Angola ma meglio dell’Etiopia.
Dove sta la novità sull’asse Fincantieri-Qatar? Nel fatto che il gigante made in Italy ha firmato un contratto con la Qatar Emiri Naval Forces per la gestione operativa del “Training and Simulation Centre” (Tsc come «ulteriore sviluppo della consolidata collaborazione tra Fincantieri e la Marina del Qatar, avviata con il programma che ha portato alla realizzazione e alla consegna di sette unità navali e dei relativi servizi di supporto», come spiegano dal quartier generale del gruppo italiano.
Questo centro di addestramento e simulazione militare è stato consegnato da Fincantieri cinque anni fa alle forze navali qatariote: da Fincantieri lo indicano come «elemento chiave dell’infrastruttura della Marina del Qatar», progettato per favorire «l’addestramento integrato del personale navale attraverso avanzati sistemi di simulazione». Obiettivo del centro: permettere a ufficiali, sottufficiali e marinai di «addestrarsi in scenari tattici realistici e complessi».
L’accordo Fincantieri-Qatar viene presentato così: durata di tre anni, le firme in calce sono quelle del capo della logistica per conto delle Forze Armate del Qatar e di Mauro Manzini, responsabile vendite della Divisione navi militari di Fincantieri. Oggetto: supporto alla Marina del Qatar nell’addestramento operativo dei propri equipaggi attraverso «avanzate attività di simulazione, contribuendo a mantenere elevati livelli di prontezza ed efficacia operativa».
L’addestramento – viene fatto rilevare – «sarà effettuato da un team altamente qualificato composto prevalentemente da ex militari, con una lunga esperienza nelle operazioni navali, nella gestione delle piattaforme, nelle procedure operative e nella conoscenza delle principali dottrine marittime». Toccherà al personale “targato” Fincantieri garantire il pieno funzionamento del centro: affiancherà la Marina del Qatar «attraverso un progressivo programma di trasferimento delle competenze, finalizzato a consentire alla Marina del Qatar di raggiungere un livello crescente di autonomia nella gestione del sistema».
Fincantieri mette l’accento sul fatto che la firma del contratto rafforza ulteriormente la cooperazione strategica tra Fincantieri e la Qatar Emiri Naval Forces. Oltre ad aver completato il programma navale destinato al Paese, Fincantieri allarga ancor di più il proprio ruolo: passa «da fornitore di piattaforme navali avanzate a partner strategico di lungo periodo per lo sviluppo delle capacità operative della Marina, la formazione del personale e il trasferimento di know-how».











