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Al via il credito d’imposta sul gasolio, il fermo dei Tir è stato cancellato

Paolo Uggè, presidente di Unatras

ROMA. È stato definitivamente revocato il fermo annunciato dalle associazioni dell’autotrasporto riunite in Unatras, già sospeso il 22 maggio scorso dopo una trattativa al più alto livello faccia a faccia con la premier Giorgia Meloni e il ministro del settore, il vicepremier Matteo Salvini. A questo punto, a distanza di due mesi è stata cancellata la minaccia di chiamare allo stop gli autotrasportatori: in un nuovo round di trattativa il governo per parte sua, secondo quanto riferito dai promotori dell’azione di lotta, ha annunciato che renderà definitivamente operative le misure a favore del comparto secondo quanto previsto dall’accordo firmato a Palazzo Chigi a maggio. Come si ricorderà, quell’intesa aveva il consenso di Unatras, che raggruppa il fronte delle organizzazioni degli autotrasportatori merci, però non quello di Trasportounito che si era smarcato dichiarando l’accordo inadeguato e insufficiente.

Secondo quanto riportato nella nota di Unatras, nel corso della riunione  il ministero delle infrastrutture ha illustrato il provvedimento che, sotto forma di decreto direttoriale, dà le “gambe” al credito d’imposta: è per questa via che si pensa di «compensare le imprese colpite dall’aumento del costo del gasolio», com’è stato detto. Da aggiungere che sono state chiarite le modalità di presentazione delle domande attraverso la piattaforma informatica Sogei.

Vale la pena di segnalare che è stato anche messo a punto il decreto istitutivo del “Tavolo permanente dell’autotrasporto e della logistica”: vi siederanno le associazioni dell’Albo dell’autotrasporto e le organizzazioni della committenza, avrà il compito di «affrontare in modo stabile le principali questioni della filiera», è stato sottolineato. A guidare il “Tavolo” sarà il ministro delle infrastrutture, ai lavori parteciperà un rappresentante della Presidenza del Consiglio.

Al tirar delle somme, vista l’approvazione di tali misure attuative, da parte del comitato esecutivo di Unatras si è dato atto al governo di aver rispettato gli impegni assunti e si è deliberato all’unanimità la revoca definitiva del fermo nazionale dell’autotrasporto. Con una sottolineatura: è stato confermato cimunque che si intende «vigilare sulla piena attuazione di tutti gli interventi concordati».

Paolo Uggè, storico leader dell’autotrasporto, ora presidente di Fai-Conftrasporto, parlando come numero uno del fronte di Unatras, tiene a ribadire che il confronto con il governo è stato «positivo ma – avverte – è giusto ricordare che si è aperto solo dopo la proclamazione del fermo dell’autotrasporto». Aggiungendo poi: «Oggi ci siamo ritrovati attorno a un tavolo più ampio, al quale hanno partecipato tutte le federazioni del settore: una scelta comprensibile, ma è bene non dimenticare che è stata la mobilitazione della categoria a determinare l’avvio di questo percorso».

Il presidente di Unatras ricorda che il peggioramento dello scenario internazionale ripropone con forza «questioni decisive per il futuro del comparto: dal caro gasolio alla competitività delle imprese italiane rispetto ai concorrenti europei, fino alle limitazioni al Brennero e al cosiddetto “muro delle Alpi”, senza dimenticare le criticità della mobilità (basti pensare al nodo di Firenze, che aumenta i tempi di guida…) e che incidono ogni giorno sull’attività delle aziende». A giudizio di Uggè, ora si apre «una nuova fase». Con una scelta rilevante: «Il confronto con il governo – spiega – dovrà diventare stabile e permanente, anche attraverso la Consulta del trasporto e della logistica, per affrontare in modo strutturale le criticità del settore e rafforzare la competitività dell’intero sistema logistico nazionale». A tal riguardo, a nome di Unatras prende impegno che si «vigilerà affinché agli impegni assunti seguano atti concreti e risultati verificabili».

Pubblicato il
23 Luglio 2026

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