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INNOVAZIONE

Così Ancona trasforma le banchine in uno smart port

L'intelligenza artificiale in tandem con le competenze di chi lavora

ANCONA. L’Authority di Ancona preme l’acceleratore sul fronte delle tecnologie digitali innovative: a cominciare da Port Community System (Pcs) e Data Platform. Il cuore digitale del porto viene considerato “la piattaforma già operativa che mette in rete, in un unico ambiente interoperabile, i soggetti pubblici presenti in porto (Agenzia delle Dogane, Capitaneria di Porto, Polizia di Frontiera, GdF, Sanità Marittima) e gli operatori privati”. A tale infrastruttura tech si affiancherà la nuova “data platform” dell’Autorità, di Sistema che, come viene sottolineato, “raccoglierà e analizzerà i flussi logistici in tempo reale, trasformando il PCS da strumento di scambio documentale a vero motore di un porto data-driven”.
L’istituzione portuale marchigiana mette l’accento sul fatto che “la nuova rete 5G privata dell’Autorità fornirà la connettività ad alte prestazioni necessaria per alimentare in tempo reale applicazioni ad alta automazione e gestire flussi di dati rilevanti in maniera sicura”. Non c’è solo quello: il “gemello digitale” (digital twin) del porto di Ravenna “basato su un modello 3D costantemente aggiornato”, permetterà di “simulare scenari complessi” riguardo a condizioni meteo, flussi di traffico, manutenzione predittiva. Sarà in grado di farlo “con tempi di risposta pressoché istantanei”, secondo quanto ribadito dall’ente.

A ciò si aggiunga che grazie al progetto “MacSecurity”, finanziato dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn), l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale – viene messo in risalto  – ha rafforzato il monitoraggio costante dei propri sistemi attivando un “security operation center”, ad oggi già pienamente operativo.
Ma tutto questo ha bisogno anche di un piano strategico di sviluppo delle competenze informatiche che coinvolga lavoratrici e lavoratori dell’Autorità Portuale di Ravenna. In tal modo il sistema portuale romagnolo consolida “la propria convinzione che l’utilizzo della tecnologia non possa prescindere dalla capacità del capitale umano di governare l’innovazione e che solo in maniera consapevole e informata sia possibile traghettare lo scalo verso il futuro dell’era dell’intelligenza predittiva”, com’è stato messo in chiaro illustrando questa fase del progetto.
«È una trasformazione culturale oltre che tecnologica per governare un ecosistema integrato, innovativo e sicuro», dice il presidente dell’ente, Francesco Benevolo. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale punta a far muovere in tandem una  strategia di sviluppo tecnologico basata su investimenti infrastrutturali, da un lato, e crescita delle competenze umane, dall’altro. Per questo motivo dal quartier generale dell’istituzione portuale marchigiana si sottolinea il fatto che è stata realizzata la prima fase del programma di formazione e aggiornamento professionale rivolto al personale e alla direzione dell’ente. Stiamo parlando di un passaggio che è stato messo sulla rampa di lancio per “accompagnare la trasformazione digitale, l’introduzione dell’intelligenza artificiale e la messa in sicurezza cibernetica dello scalo portuale di Ravenna”.

“Investire nelle tecnologie avanzate – dice il presidente Benevolo – richiede parallelamente la creazione di una cultura organizzativa capace di accoglierle, riducendo le resistenze al cambiamento e garantendo un utilizzo etico, responsabile e consapevole degli strumenti”.
Secondo quanto viene evidenziato, la formazione ha coinvolto in modo trasversale “anche le funzioni amministrative e operative per creare competenze diffuse”. Scopo: abilitare le persone a governare l’intelligenza artificiale, formulando richieste efficaci e verificando l’attendibilità dei risultati, in modo che “la tecnologia rimanga una leva di crescita umana e produttiva, supportata da un pensiero critico e ispirata al problem solving”.
In quanto soggetto essenziale ai sensi della Direttiva Nis2 sulla sicurezza informatica, l’Authority sta anche ultimando il percorso di piena conformità normativa entro il prossimo ottobre. Come? Adeguando le proprie infrastrutture e le proprie policy al fine di “garantire continuità operativa, e risposte adeguate in casi di incidenti e attacchi informatici”.

Così il commento di Angelo Mazzotti, direttore dell’ente portuale ravennate in fatto di transizione al digitale e sostenibilità ambientale: «L’obiettivo affidatoci dall’ente è trasformare il porto in un ecosistema digitale, capace di integrare infrastrutture fisiche e piattaforme informatiche, dati e processi, persone e tecnologie. La sicurezza informatica non è più un aspetto esclusivamente tecnico, ma una componente strategica della gestione portuale: un porto digitale deve essere prima di tutto un porto sicuro. Il nostro scalo sta cambiando per diventare un vero smart port, dove tecnologia e sostenibilità si fondono per migliorare la competitività del territorio e la qualità del lavoro».

Pubblicato il
17 Agosto 2026

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