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PORTO DI LIVORNO

«Sentenza del Tar, ripristinate certezza del diritto e possibilità di investire»

Laviosa (Confindustria): con l’estensione indebita del vincolo si rischiava il tilt

Giovanni Laviosa, presidente delegazione livornese di Confindustria Toscana Cento e Costa

LIVORNO. La Confindustria Toscana Centro e Costa non fa mistero della propria «profonda soddisfazione» per la sentenza del Tar che «azzera i vincoli paesaggistici illegittimi sulle aree portuali» e tiene a mettere in evidenza «il positivo clima di convergenza con l’Autorità di Sistema Portuale e il Comune di Livorno».

Come già anticipato dalla “Gazzetta Marittima”, i giudici amministrativi con la sentenza n. 1740 hanno dichiarato – sottolinea l’organizzazione degli industriali – «la nullità per difetto assoluto di attribuzione degli atti con cui il Comune di Livorno avrebbe dovuto estendere il vincolo paesaggistico alle aree portuali e retro-portuali».

Queste le parole di Giovanni Laviosa, presidente della delegazione labronica di Confindustria Toscana Centro e Costa: «La pronuncia del Tar rappresenta una vittoria strategica per la tenuta economica del nostro territorio. L’estensione indebita di quel vincolo rischiava di bloccare investimenti già programmati dalle aziende e di paralizzare le attività di uno scalo che costituisce un primario motore di crescita e occupazione per la Toscana e per l’intero Paese».

In effetti, la Confindustria che raggruppa i territori di Livorno, Firenze e Massa Carrara è stata protagonista della azione legale promossa insieme a un gruppo di imprese terminaliste e concessionarie al fianco dell’Authority livornese e di Porta Medicea srl (la società che ha la regia dell’operazione Porta a Mare): viene sottolineato che «ripristina la certezza dl diritto» ristabilendo «un principio cardine dell’ordinamento: la pianificazione delle aree operative dello scalo spetta unicamente all’Autorità Portuale tramite il piano regolatore portuale».

Da parte dell’organizzazione confindustriale si manifesta «apprezzamento» per il fatto che di fronte alla decisione della giustizia amministrativa sono emerse nelle ultime ore «reazioni concordi». Il riferimento è allo spirito che ha animato «sia le dichiarazioni del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Davide Gariglio, sia quelle del sindaco di Livorno, Luca Salvetti». Aggiungendo poi: «Testimoniano come vi sia una visione comune sul valore e sulla centralità del porto per la città. La sentenza non crea alcuna “zona franca”, ma riporta la tutela e lo sviluppo del territorio nella sede loro propria e naturale: il piano regolatore Portuale».

Il presidente Laviosa insiste su un aspetto: guarda con favore all’atteggiamento di Palazzo Civico, notando che anche l’amministrazione comunale riconosce «la necessità di superare le criticità che rischiavano di frenare l’operatività dello scalo». A giudizio del numero uno degli industriali livornesi, «ora che la certezza del diritto è stata ripristinata e il perimetro delle competenze è stato chiarito in modo inequivocabile, siamo pronti a collaborare costruttivamente con l’Authority, il Comune, la Regione e le Soprintendenze». Con un obiettivo comune, dice Laviosa: «L’adeguamento del piano regolatore portuale per garantire uno sviluppo sostenibile, celere e competitivo, al riparo da inutili e dannosi aggravi burocratici».

Pubblicato il
27 Agosto 2026

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