Dopo le cure le tartarughe Lucy e Cristina sono tornate in mare
Guardia Costiera e Acquario di Livorno: le abbiamo liberate alla Meloria

La liberazione delle tartarughe da parte di Guardia Costiera e Acquario di Livorno
LIVORNO. Le hanno salvate, le hanno soccorse, le hanno curate al Centro Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine dell’Acquario di Livorno: per Cristina e Lucy, due tartarughe Caretta caretta, è arrivato il momento di tornare a “casa”: cioè in mare. Segnatamente al largo della Meloria. A darne l’annuncio e a raccontarne la storia sono la Capitaneria di Porto e l’Acquario di Livorno.
Lucy – viene spiegato – è stata rinvenuta spiaggiata e tramortita, a seguito di una violenta mareggiata, il 20 febbraio dagli ufficiali della Capitaneria di Porto di Piombino nella zona di Castagneto Carducci. Cristina invece è stata recuperata il 14 luglio nelle acque al largo dell’Isola di Montecristo, “vittima di una delle minacce più insidiose per la fauna marina, ossia la pesca illegale”.
Tanto l’una come l’altra tartaruga sono state dotate di un microchip in modo da riconoscerle in caso di futuri monitoraggi o recuperi. La tag metallica esterna no: si è ritenuto meglio così perché stiamo parlando di esemplari ancora in fase di crescita.

Liberazione della tartaruga Cristina
LE 23 TARTARUGHINE DI TIRRENIA
La liberazione di Lucy e Cristina – viene messo in risalto – arriva a pochissimi giorni da un altro evento straordinario: l’emersione di 23 tartarughine sul litorale di Tirrenia a fine agosto cui è seguita l’apertura del nido, con il ritrovamento di un altro esemplare appena nato. Operazioni seguite da tanti professionisti e volontari che, con la regia dell’Otb e nell’ambito del progetto Life Turtlenest, si adoperano per tutelare la conservazione e la riproduzione di questa specie.
L’operazione di rilascio è avvenuta nell’ambito dell’attività della rete dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità (Otb) di Regione Toscana che l’Arpat coordina sia per il recupero degli esemplari spiaggiati che per l’attività di monitoraggio dei nidi di tartaruga marina Caretta caretta. Il rilascio in mare è stato coordinato dallo staff dell’Acquario di Livorno, con la ormai consolidata collaborazione con la Guardia Costiera, il supporto del dottor Marco Saldavori, l’Ospedale Veterinario di Ardenza per le indagini radiologiche e Anpana Livorno per la logistica.
E’ da precisare che chiunque avvisti un esemplare in stato di difficoltà deve allertare immediatamente la Guardia Costiera: può farlo chiamando il numero 1530 o il 112. La Guardiua Costiera interviene e, consultandosi con gli esperti dell’Acquario di Livorno, valuta l’effettiva necessità di intervento e dà indicazioni in merito. Attenzione, è bene sapere che per nessun motivo gli esemplari di tartaruga rinvenuti in mare possono essere catturati e issati a bordo di imbarcazioni private.
LA STORIA DI LUCY
Secondo quanto viene riferito da Guardia Costiera e Acquario, al momento del ritrovamento la tartaruga Lucy, nata con ogni probabilità nell’estate 2025 e così ribattezzata dallo staff acquariologico dell’Acquario di Livorno, si presentava in condizioni estremamente delicate: misurava appena 9 x 8 cm e pesava soltanto 92 grammi.
Dopo il recupero, Lucy – è stato messo in evidenza – è stata trasferita presso il Centro Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine dell’Acquario di Livorno, dove è stata inizialmente ospitata per una notte in incubatrice al fine di superare lo stato di shock causato dalla forte mareggiata subita. Successivamente è stata collocata in una vaschetta poco profonda, permettendole di riprendere gradualmente confidenza con l’acqua.
Le sue condizioni generali erano piuttosto compromesse e l’animale appariva notevolmente debilitato. Grazie all’impegno e alla professionalità dello staff acquariologico dell’Acquario di Livorno, supportati dalla consulenza veterinaria del dottor Marco Salvadori, Lucy ha però iniziato lentamente a nutrirsi ed a recuperare peso e vitalità. Dopo mesi di cure e monitoraggio costante, la giovane Caretta caretta ha compiuto una straordinaria ripresa, misurando 20 x 22 cm e raggiungendo il peso di 1.400 grammi e mostrando condizioni di salute pienamente compatibili con il ritorno in ambiente naturale. Oggi Lucy è finalmente pronta a riprendere il suo viaggio nel Mar Mediterraneo.
LA STORIA DI CRISTINA
Questa invece è la storia dell’altra tartaruga: anche qui il racconto arriva da Guardia Costiera e Acquario. Al momento del ritrovamento, la Caretta caretta Cristina era avvolta in un fitto groviglio di palamiti illegali con un grosso amo conficcato nell’apparato buccale. La permanenza prolungata dell’amo aveva causato un’evidente alterazione della morfologia della bocca, rendendole difficoltosa l’alimentazione e compromettendo il normale svolgimento delle sue attività vitali. Trasferita presso il Centro Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine dell’Acquario di Livorno, Cristina è stata immediatamente sottoposta alle necessarie cure.
Al suo arrivo misurava 30 x 29 cm e pesava 3,1 kg, dimensioni che hanno permesso di stimare un’età di circa due anni, identificandola come un esemplare ancora molto giovane. La rimozione dell’amo e delle lenze è avvenuta con successo e, fortunatamente, il recupero è stato rapido.
Fin dai primi giorni di degenza Cristina ha mostrato una grande vitalità ed un appetito sorprendente, caratteristiche che hanno fatto ben sperare per la sua guarigione. In particolare, ha dimostrato una vera predilezione per i gamberi, che sono presto diventati il suo alimento preferito durante il periodo di riabilitazione. Grazie alle cure ricevute ed al costante monitoraggio dello staff dell’Acquario di Livorno, Cristina ha recuperato pienamente le proprie condizioni di salute, arrivando a misurare 30 x 32 cm e a pesare 4kg, ed è pronta a tornare nel suo ambiente naturale.
I DATI DEL REPORT
Le attività di monitoraggio della biodiversità marina in Toscana sono riportate in un Report che Arpat elabora annualmente (link https://www.arpat.toscana.it/pubblicazione/il-monitoraggio-della-biodiversita-marina-in-toscana-nel-2025/).
E’ da segnalare che delle 80 tartarughe rilevate nel 2025 (tutte appartenenti alla specie Caretta caretta), 53 (il 66%) sono state ritrovate già morte e 27 vive (34%). Di queste ultime, quasi la metà (13) sono state solo avvistate in mare, 2 sono state catturate accidentalmente, 8 sono state recuperate in mare e 4 sulle spiagge. Inoltre, delle 14 tartarughe vive recuperate, 4 sono state subito riportate in mare (tra cui una liberata dalla rete che l’aveva intrappolata) e 10 sono state trasferite presso i centri di recupero tra cui l’Acquario di Livorno
CENTRO TARTARUGHE MARINE
La strategia riproduttiva prevede che non curino né nido né piccoli: questo – viene evidenziato – ne limita la sopravvivenza e si aggiunge ai problemi legati alla pesca, all’inquinamento, all’ingestione di plastica ed al traffico navale. Risultato: la vita di una tartaruga è piuttostio complicata. Salvarle significa contribuire a mantenere in vita un valido strumento utile alla valutazione dello stato di salute dei mari oceanici. Per questo l’Ispra insieme al ministero dell’ambiente ha stilato le “Linee Guida per il recupero, soccorso, affidamento e gestione delle tartarughe marine ai fini della riabilitazione e per la manipolazione a scopi scientifici”.
La vocazione dell’Acquario di Livorno per il salvataggio delle tartarughe trova origine ad un’attività partita oltre 30 anni fa: dal 1990, col Progetto Tartarughe Marine per il litorale toscano, fino all’acquisizione nel 2017 – sotto la guida di Costa Edutainment S.p.A. – della deroga come Centro di Recupero e Riabilitazione, l’unico a lunga degenza in Toscana. L’azienda finanza questo lavoro per “dare un contributo tangibile alla salvaguardia dell’ambiente”.











