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LA PROTESTA

Lavoro usurante e alt al riarmo: doppio round di scioperi di Usb

A fine ottobre la mobilitazione pacifista in 40 scali mediterranei

GENOVA. Doppio round di scioperi messi in campo sulle banchine da parte del sindacato di base Usb. Da un lato, nello sciopero di lunedì scorso proclamato a livello nazionale sono stati posti al centro delle rivendicazioni sia il «riconoscimento del lavoro portuale come lavoro usurante» sia la lotta per «respingere l’introduzione delle agenzie interinali nei porti». Dall’altro, è stata segnata in calendario per il 3 ottobre a Genova al Circolo di Autorità Portuale di via Albertazzi (dalle ore 14) l’assemblea nazionale che punta a creare la mobilitazione in vista dello sciopero internazionale dei porti di fine ottobre.

Per quanto riguarda l’iniziatuva riguardante il lavoro usurante, la protesta – si afferma – vuol far decollare «la richiesta di convocare immediatamente, al ministero del lavoro, il tavolo tecnico promesso nel maggio 2025». Con un obiettivo: è il primo passo in direzione del «riconoscimento della particolare gravosità e usura del lavoro portuale e alla conseguente tutela previdenziale dei lavoratori».

L’Usb va all’attacco anche contro un emendamento presentato dalla coalizione di governo: a giudizio del sindacato extraconfederale, «sdoganerebbe l’utilizzo delle agenzie interinali nei porti» e metterebbe «di fatto in discussione il ruolo delle società ex articolo 17 della Legge 84/94 e delle compagnie portuali». Viene considerato «un attacco pesantissimo all’attuale organizzazione del lavoro portuale e a un sistema costruito nel corso di decenni attraverso le lotte dei lavoratori». L’Usb tiene a sottolineare che lo sciopero ha avuto in numerosi terminal di vari porti una vasta adesione.

«Il 30 ottobre – ribadisce il sindacato di base – torneremo nuovamente allo sciopero, contro la guerra, il riarmo, la militarizzazione dei porti e l’automazione». L’Usb lo presenta come una mobilitazione che riguarderà «oltre 40 porti del Mediterraneo e dell’Europa» messa all’ordine del giorno da sindacati portuali come Cgt Ports and Docks (Francia), Enedep (Grecia), Lab (Paesi Baschi), Liman-İş (Turchia), Odt (Marocco), Usb e Orsa Porti (Italia). Lo si ripete sottolineando che «si tratta di una delle più grandi iniziative internazionali per la pace promossa dalle organizzazioni dei lavoratori negli ultimi decenni».

Pubblicato il
30 Settembre 2026

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