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Seminario sull’LNG

ROMA – Se n’era parlato, con una dimostrazione concreta nella recente giornata di “Greencranes” all’interporto Vespucci del retroporto livornese, come prospettiva già in corso: utilizzare il gas liquido LNG non solo come alimentazione bi-fuel per le gru e i mezzi di banchina (la conversione fatta dalla Global Service di una gru Kalmar, con il determinante contributo dei serbatoi criogeni della HVM Industries, ha confermato lo stato dell’arte della tecnologia) ma anche e specialmente come carburante per i motori navali. E la vignetta in prima pagina – che fa parte del simpatico invito delle Capitanerie ad un nuovo seminario sul tema – non deve far credere che il tema sia scherzoso. Anzi, sia per l’ambiente che per l’economia dei trasporti la faccenda è estremamente seria.
[hidepost]Il nuovo seminario – “LNG come carburante alternativo per lo shipping” – si è tenuto due giorni fa a Roma, nella sede del Comando generale delle Capitanerie di porto, con la collaborazione di ANAPI (pesca professionale) e Wartsila, quest’ultimo il costruttore di grandi motori navali probabilmente più avanzato nel campo dell’alimentazione a gas liquido LNG. Il convegno ha avuto una valenza internazionale, si è svolto per gran parte in inglese.
La presentazione è stata svolta dal comandante generale delle Capitanerie ammiraglio ispettore capo Felicio Angrisano, che ha confermato la sensibilità anche ambientale del corpo, peraltro braccio operativo in mare del ministero dell’Ambiente. Hanno poi portato il saluto dei ministeri Cosimo Caliendo, direttore generale dei porti per le Infrastrutture e Trasporti e Giovanni Alati, direttore generale dei trasporti marittimi allo stesso dicastero. Sulla legislazione nazionale e internazionale relativa all’alimentazione a LNG ci sono stati interventi tra gli altri dell’ammiraglio Cristiano Aliperta, rappresentante italiano all’IMO a Londra, e del capitano Luigi Giardino, portavoce del dipartimento della navigazione, settore legislativo sull’LNG.
In una successiva sessione sono stati affrontati i temi più specifici degli aspetti operativi e tecnici della motorizzazione navale in rapporto al gas liquido: a partire dalla conversione dei motori attuali fino alla progettazione – già effettuata dai grandi costruttori come Wartsila – di motori specifici. Un po’ tutti gli interventi hanno sottolineato i grandi vantaggi ambientali – emissioni ridottissime, quasi totale assenza di componenti di zolfo – e anche quelli economici nel consumo delle grandi navi. Tra le difficoltà indicate, quelle di una attuale carenza di una rete di distribuzione nei porti del gas liquido LNG, che richiede specifici serbatoi con alta resistenza alle basse temperature del gas: una tecnologia peraltro già matura per alcuni costruttori anche nazionali come la stessa HVM di Livorno.
Che il gas liquido LNG possa diventare il principale carburante navale per il prossimo futuro sono convinti anche molti tecnici, a partire da quelli del RINa (speak Andrea Cogliolo) e da quelli di Fincantieri (Alessandro Maccari).
E’ stata la terza sessione del seminario, dedicata alla logistica e alle infrastrutture di distribuzione sui porti del gas liquido LNG, a mettere il dito nella piaga: in questo campo mentre in alcuni porti del Nord Europa il problema è stato già affrontato, nel Mediterraneo e specialmente in Italia siamo a poco meno dell’anno zero. In particolare le normative ancora non aiutano, anche se ci si sta muovendo. E dal settore delle crociere (Franco Porcellacchia, Carnival) arrivano anche progetti concreti, come l’”Hyperion”. Nella speranza di un’accelerazione anche in sede nazionale delle normative e della logistica.

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Pubblicato il
8 Febbraio 2014

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