Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Il protocollo d’intesa

ROMA – Ecco il testo del protocollo firmato da Assoporti, Federazione del Mare e Federagenti.
Considerato che: i porti, come riconosciuto anche in recenti atti del governo, sono una componente essenziale per garantire competitività all’intero sistema economico italiano;
[hidepost]“esiste una consapevolezza nuova testimoniata dal piano della logistica e dei porti, circa la necessità di rimuovere gli ostacoli, normativi, burocratici e operativi che impediscono un corretto funzionamento dei porti e impediscono agli stessi di rispondere tempestivamente alla domanda del mercato;
“indipendentemente dall’iter di riforma, esiste una vera e propria emergenza nazionale rappresentata dall’interramento di importanti scali marittimi del paese e quindi da un innalzamento dei fondali che incide direttamente sull’operatività dei traffici mercantili;
“molte navi e non solo quelle giganti dell’ultima generazione non riescono più a entrare nei porti, per evitare il rischio di incagliarsi e arenarsi;
“le conseguenze sono già e saranno in modo sempre più penalizzante l’esclusione dei porti italiani dalle principali rotte del traffico marittimo mondiale con perdita di lavoro ma anche di gettito per lo Stato;
e che la causa di quanto sopra è determinata da: l’impossibilità, le difficoltà e i vincoli che limitano e talora impediscono il dragaggio sia nella ordinaria amministrazione, sia a maggior ragione per interventi straordinari, diventati indispensabili ad esempio per i porti che operano nel mercato container;
“una normativa sulla gestione del materiale da dragaggio incompleta e disorganica, basata su un approccio meramente cautelativo che prescinde dall’effettiva pericolosità dei sedimenti;
“la definizione di oltre il 50% dei porti nazionali come siti di interesse nazionale (SIN) e in quanto tali considerati (senza riprove scientifiche e verifiche dettagliate) altamente inquinati;
“ciò comporta teoricamente l’obbligo di una bonifica globale con costi insostenibili e comunque mai attuata;
“ciò comporta l’applicazione di normative non coerenti per il riutilizzo dei materiali scavati dai fondali del porto.
Le scriventi associazioni invitano il governo: a proclamare un’emergenza nazionale relativa alla progressiva chiusura dei porti.
“Varare da subito una normativa uniforme valida per tutti i porti e non condizionabile dalle scelte applicative delle singole amministrazioni locali.
“Stabilire, sulla base dei monitoraggi e delle verifiche reali effettuate dei materiali sui fondali dei porti inseriti in aree Sin, i criteri al fine di circoscrivere alle aree realmente inquinate i lavori di bonifica e i vincoli che ne derivano.
“Mettere a punto una mappa delle priorità per gli interventi più urgenti di dragaggio”.[/hidepost]

Pubblicato il
21 Febbraio 2015

Potrebbe interessarti

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio