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Merlo a Roma e il ricordo del Gattopardo

Luigi Merlo

ROMA – Dunque Luigi Merlo, già presidente per due mandati del porto di Genova, è stato ufficialmente nominato consigliere del ministro Graziano Delrio in materia di porti e logistica. Lo conferma Ship2Shore che ne pubblica anche il decreto, in vigore dal 5 febbraio scorso. E’ sembrato a qualcuno quasi un incarico carbonaro, nel senso che se ne parlava nei pissi-pissi-bao-bao genovesi ma non era mai stato detto niente di ufficiale. Spiegazione: è un incarico gratis, quindi non c’è obbligo di ufficializzarlo. Spiegazione n. 2, forse altrettanto valida: Merlo è certamente esperto e anche bravo, ma la sua uscita da Assoporti sbattendo l’uscio contro la stragrande maggioranza delle Authority non è il massimo per poter coordinare – come da Genova viene ventilato – il progettato “Tavolo nazionale di coordinamento delle Autorità di sistema” previsto dalla riforma.
[hidepost]A meno che non si voglia dare uno schiaffo in faccia ad Assoporti. Un secondo schiaffo, dopo che al “tavolo” suddetto sembra non assolutamente prevista la sua partecipazione.
Siamo ancora, come scriviamo in questo stesso numero del giornale, all’inizio di un lungo iter della riforma. Iter che già configura una serie (anch’essa lunga) di varianti in corso d’opera. Qualche crepa s’è già vista: un paio almeno di Regioni che stanno disseminando di mine il percorso; la Ragioneria generale dello Stato che ha sculacciato il riparto del fondo delle autonomie finanziarie dei porti; l’obbligo di “riaprire” alle Regioni anche sui presidenti, il premier Renzi che non sembra convinto. E via cantando.
Ma in Liguria, a questo punto sembrano più che altro interessati a tirare la giacchetta al neo-consigliere del ministro contro Livorno e Civitavecchia, accusate di volere entrambe un grande terminal containers. Iniziative che ovviamente darebbero molta noia a quelli liguri.
E’ una lettura maliziosa, anzi maligna? Auguriamocelo. Perché, insomma, saremmo alla solita commedia all’italiana: tutti d’accordo sulla riforma, ma a patto che salvi il proprio pollaio. Vi ricorda niente il Gattopardo?
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
24 Febbraio 2016

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