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L’addio a Stelio

Stelio Montomoli

PIOMBINO – L’ha attesa con fatalismo non rassegnato, e con l’indomita ironia che ha sempre accompagnato le sue sfide, dai tempi del sindacalismo di guerra al riuscito cimento con una delle sue tante vocazioni, lo scrittore. Così Stelio Montomoli, presidente di Toremar, ha combattuto fino all’ultimo con il suo male, sfidando a duello quella morte che, come cantava Fabrizio D’Andrè “non serve a colpirla nel cuore/ perché la Morte mai non muore”. Se n’è andato ma non si è arreso fino all’ultimo. Anche per questo gli abbiamo voluto tutti bene.
[hidepost]Il compianto della Toremar e dei suoi uomini non è stato di maniera. “La Toscana e l’Italia tutta – hanno scritto in un comunicato – perdono non solo un politico di grande statura, ma una persona schietta, onesta, competente”. Vorrei aggiungere di mio: un ottimo scrittore, che al mondo popolare e popolaresco della sua Piombino ha saputo dedicare alcuni racconti che meritano di essere catalogati, fuori dal troppo ciarpame che popola la carta stampata, tra i piccoli capolavori delle cronache di periferia. Chi volesse rileggerli – oppure leggerli per la prima volta, ovviando a una mancanza che almeno per i toscani è grave – troverebbe certo motivo di riflessione e anche di divertimento. Gli telefonavo spesso, all’uscita dei suoi libri, per dirgli sinceramente che erano ottimi. Compresa l’invenzione del “suo” commissario Tabani, nome mediato dal suo primo presidente nell’Authority, che l’ha preceduto di poco.
La cerimonia degli addi richiede anche una parte anagrafica. Nato nel 1943, Stelio non è mai stato spettatore della storia della sua città e della sua gente: da sindacalista a funzionario del Pci, da operaio a scrittore, fino alla segreteria dell’Autorità portuale, ha lavorato sempre con passione, intelligenza e sano buon senso popolare. Anche da ultimo, ammalato e sapendo di essere avviato alla fine, non si è mai tirato indietro. “Per noi è stato un immenso onore lavorare al suo fianco – ha scritto Matteo Savelli amministratore delegato di Toremar, anche a nome di Achille Onorato fino a poche settimane fa AD della compagnia – perché Stelio è stato un grande uomo e un maestro di vita. Buon vento, Stelio!”
Un buon e sincero “coccodrillo” per una persona per bene che ci mancherà a lungo.
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
8 Giugno 2016

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