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Partita la VGM Solas primi test del rodaggio

Qualche indicazione sulla disponibilità delle “pese” e primi interrogativi sulla loro uniformità – Gli adempimenti e i relativi oneri secondo Fedespedi

ROMA – I porti italiani sono adesso alla prova dei fatti. Per la procedura Solas della pesa dei containers, un po’ tutti i principali scali di export si sono attrezzati con le “pese” certificate.
[hidepost]Ma occorrerrà vedere il funzionamento concreto del sistema in questa prima settimana per capire se tutto filerà liscio – come il “sistema” si augura – o come potrà essere eventualmente corretta la procedura dopo il rodaggio.
Dai primi commenti, emerge che sia i grandi gruppi industriali sia i singoli trasportatori hanno recepito l’esigenza dei certificati VGM ed hanno attivato le necessarie procedure. Ma sul Modus operativo reale ci sarebbero ancora difficoltà. Si lamentano, per esempio, i ridotti margini di approssimazione che le Capitanerie italiane hanno concesso, a fronte di quelli quasi doppi di altri paesi europei. Si lamenta – altro esempio – l’eccessiva dispersione sul territorio intorno al porto delle “pese” per Genova, anche se la loro quantità sembra al momento adeguata. E’ tutta da verificare l’uniformità dei dati delle “pese” stesse nei vari porti, visto che qualcuno ha già cominciato a introdurre più o meno surrettiziamente il dubbio che alcune “pese” siano più fiscali di altre. C’era da aspettarselo, in un regime che è dichiaratamente di prova: ma il tutto prelude a problematiche che difficilmente potranno essere risolte in modo soddisfacente in tempi brevi.
Fedespedi da parte sua ha tempestato di note e di aggiornamenti tutta la sua rete di associati. Nell’ultima nota, datata la scorsa settimana da Milano, il presidente nazionale Roberto Alberti riferiva degli ultimi dettagli operativi nell’incontro a Roma con Confetra, relativi in particolare alla prima “fase transitoria” nella quale “gli adempimenti ed eventuali conseguenti oneri derivanti dalla pesatura ai fini della VGM restino nella libertà contrattuale delle parti interessate”. In sostanza, ancora una volta sarà il mercato a comandare, sperando che la macchina non s’inceppi, tantomeno subito.
A.F.

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Pubblicato il
7 Luglio 2016

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