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Su Sintermar e Porto 2000 sussurri & grida

LIVORNO – Qualcuno le chiama grandi manovre, altri si limitano a sostenere che era tutto scontato. Fatto sta che due eventi stanno movimentando questa metà di settembre: il “nient” del sindaco di Livorno Filippo Nogarin alla gara per la privatizzazione della Porto 2000, e l’uscita del gruppo storico Fremura dal terminal Sintermar – che aveva creato insieme ai D’Alesio e ai Neri – con il subentro nella propria quota del gruppo Grimaldi.
[hidepost]Se si tiene conto del fatto – ne abbiamo scritto di recente – che i Neri sono oggi in possesso attraverso la società PIM (vedi a fianco) del grande terminal per le demolizioni navali a Piombino, con investimenti milionari e il filo diretto con la Regione, il nuovo assetto di Sintermar (50% ciascuno tra Neri e Grimaldi) qualche ipotesi la consente sulla crescita del polo dei ro/ro a Livorno. In più girano da qualche tempo sussurri & grida di un possibile accomodamento (armistizio o accordo) tra i gruppi Grimaldi ed Onorato, di cui si sarebbe fatto parte attiva lo stesso premier Matteo Renzi. Forse sono chiacchiere, forse sono solo speranze per scongiurare una guerra che – come tutte le guerre – rischia di far male non solo ad entrambe le parti, ma anche al territorio. Di certo Livorno sta diventando, se non l’ombelico del mondo, l’ombelico dei nuovi assetti portuali del Tirreno, anche e specialmente nella speranza di quella Piattaforma Europa di cui tutti parlano e per la gara della quale ci si va schierando. Da notare – ma forse è la pausa estiva – il silenzio pressoché assoluto del quotidiano livornese sulla Sintermar, almeno fino a ieri. Strategia o dormono?
E l’intervento di Nogarin sulla Porto 2000? In attesa che il presidente della società dei traghetti & crociere Massimo Provinciali torni in sede, si è sentita solo la voce del sindaco. Durissimo, Nogarin: ha scritto a Gallanti di sospendere la gara – che dovrebbe “chiudersi” per le adesioni il prossimo 28 settembre – o in caso contrario si rivolgerà ai ministero e al governo. Da Palazzo Rosciano nessuna replica ufficiale, anche se si è fatto capire che si considera l’uscita del sindaco “totalmente fuori tema”, e la gara non verrà sospesa, dopo i precedenti rinvii. Comunque non è una faccenda da prendere alla leggera: perché Nogarin è testardo e perché anche nel cluster marittimo, il rinvio (l’ennesimo) della gara non dispiacerebbe a molti, visti i tempi di riforme, le incertezze sull’applicazione concreta della stessa, l’attesa (spasmodica!) delle designazioni di Delrio per i nuovi presidenti, i dubbi sulla durata del necessario iter con le commissioni parlamentari da consultare, la Corte dei Conti e infine il “rodaggio”. Tanta carne al fuoco: e c’è anche il timore che a insistere, dall’una o dall’altra parte, qualcuno rimanga scottato.
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
14 Settembre 2016

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