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Censimento dei portuali e reazioni

ROMA – Il MIT, ovvero il ministero delle Infrastrutture e Trasporti di Graziano Delrio, ha programmato come una delle prime iniziative, non appena sarà completata la “governance” delle varie Autorità portuali di Sistema, un censimento dei lavoratori portuali. E a cavalcare la richiesta è scesa subito Assoporti, l’associazione dei porti italiani che di recente ha visto il cambio della presidenza, uscente Pasqualino Monti, ora “regnante” Zeno D’Agostino. Dalla segreteria di Assoporti, che attualmente è retta dall’ex presidente del porto di Bari ed ex sindacalista Palmiro Mariani, è già partita la richiesta alle varie Compagnie di fornire i numeri precisi.

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Nei programmi del MIT c’è anche una vera e propria rivoluzione nell’organizzazione nazionale dei portuali. Che oggi hanno un’associazione, l’Ancip, ma il cui peso politico e contrattuale è andato progressivamente riducendosi. Il governo, attraverso il ministero, starebbe valutando la possibilità di creare una Agenzia nazionale, cui assegnare il compito di “razionalizzare” sia le Compagnie, sia la formazione dei portuali. Con il dichiarato obiettivo – a margine, ma non certo meno significativo – di ridurre progressivamente il numero dei portuali la dove la meccanizzazione e le moderne organizzazioni del lavoro l’hanno reso eccessivo.

Zeno D’Agostino, presidente di Assoporti, ha fatto sapere di avere un modello operativo da seguire: quello che da presidente dell’Autorità di sistema di Trieste ha varato poco meno di un anno fa, con una Agenzia del lavoro portuale finanziata inizialmente dall’Authority e poi dai singoli operatori. Si tratta di capire adesso se il “modello D’Agostino” sarà adottato totalmente dal governo, quanto tempo eventualmente occorrerà, e quali saranno le resistenze – previste dopo i primi commenti – da parte del mondo dei portuali.  Commenti che sono, almeno da qualcuno, abbastanza possibilisti. Si sottolinea che intanto il censimento dovrebbe essere più facile di quanto sostiene il MIT perché le singole Autorità portuali hanno da tempo gli elenchi degli art.16,17 e 18. Inoltre se lo scopo è di adeguare gli organici ai flussi di traffico l’obiettivo sarebbe condivisibile, purchè si configurino anche iniziative di prepensionamenti in caso di accessi di personale e di corsi di formazione per giovani in caso di necessità. Tutto da verificare, insomma, anche sui tempi.

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Pubblicato il
10 Maggio 2017

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