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Rilancio noli: un 2017 ok ma nel futuro?

OSLO – Il nuovo sistema delle Alliances, cambio strutturale e il trend positivo dell’economia mondiale hanno trasformato il mercato dello shipping dei contenitori da una situazione di profondo rosso a un forte rilancio del business. Tuttavia, malgrado l’incremento delle rate di trasporto che in alcuni casi hanno raggiunto il 120%, il futuro rimane incerto con molte ombre all’orizzonte.

Comincia così l’analisi del mercato mondiale del trasporto marittimo dei Teu di Xeneta, la piattaforma di monitoraggio del settore con base in Norvegia che controlla 160 mila servizi marittimi specializzati. In data 29 agosto, il suo report sottolinea che c’è stato un forte cambiamento dal 2016, che ha visto il collasso di Hanjin e le perdite di 5 bilioni di dollari (Wall Street Journal) dei primi 20 players mondiali del comparto. “Maersk sta migliorando molto la sua situazione finanziaria – ha detto Patrik Berglund, CEO di Xeneta – ed Hapag-Lloyd triplicherà quest’anno i propri guadagni”.

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Per sottolineare il miglioramento generale del trasporto, Xeneta cita il forte aumento dei noli tra la Cina e il Nord Europa, che lo scorso maggio ha toccato i 1438 dollari Usa per un container da 40 piedi, con incremento del 120%. I porti containers Usa – continua il rapporto – sono pieni di lavoro, “malgrado le incertezze legate alla politica di protezionismo annunciata dal presidente Trump”. L’ottimismo del comparto rimane immutato per tutto il 2017, dice Berglung, ma il futuro rimane molto più incerto, anche nel campo dell’incremento dell’offerta che arriverà con l’entrata in servizio delle prossime mega-ships. Nei prossimi due anni infatti saranno immesse sulle rotte tra l’Asia e l’Europa almeno 78 nuovi giganti, che porteranno a un incremento di offerta di circa il 23%. Ma il problema diventa ancora più complicato per le compagnie, commenta Xeneta, se si valuta che le mega-ship da 18 mila Teu e più devono essere utilizzate almeno al 91% della propria portata per essere economiche. Sarà possibile arrivare a questi plafond per tutte le navi e per tutte le alleanze che le metteranno in mare? Da qui la necessità, conclude Berglund, di monitorare attentamente l’andamento economico mondiale, quello dei traffici intercontinentali e le politiche dei paesi più grandi, compresi i preoccupanti progetti del presidente Usa.

A.F.

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Pubblicato il
2 Settembre 2017

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