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Trasporti eccezionali e regole

PIACENZA – Sala affollatissima di rappresentanti di imprese produttrici e di imprese per i  trasporti eccezionali (si distinguono in trasporti eccezionali fino a 104 tonn. e trasporti in condizioni eccezionali che arrivano fino a 300/400): ed è comprensibile, viste le problematiche che il comparto attraversa. L’avvocato Sandra Forzoni, segretario nazionale di AITE (Associazione Italiana Trasporti eccezionali, aderente a CONFETRA), uno tra i massimi esperti del settore ha descritto in modo appassionato la situazione: 130 aziende, 7 mld di fatturato, 6.000 mezzi, 7.000 addetti bloccati o semibloccati dopo il crollo del ponte di Lecco, con le conseguenze del caso per le aziende produttrici che a più riprese “si fanno sentire”.

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E ancora: autorizzazioni con il contagocce, funzionari che non hanno una banca dati delle 13.000 “opere d’arte “e/o opere “a scavalco” (così si chiamano i ponti, le sopraelevate che quotidianamente frequentiamo come automobilisti) e della loro “ tenuta”, verifiche e sopralluoghi di corsa ma non abbastanza. Poteri diffusi (ANAS, Autostrade per l’Italia, Province – che non ci sono più ma ci sono – Comuni eccetera: una condizione da Stato pre-unitario figlio di un federalismo e di un municipalismo che con la logistica hanno poco da spartire.

Per la verità gli interventi dei Tecnici di ANAS, Autostrade e dello stesso viceministro Nencini presentano – secondo l’opinione di Confetra – un work in progress che merita attenzione.

In particolare la Regione Emilia Romagna descrive in modo puntuale la possibilità per i trasportatori di carichi eccezionali di accedere ad un sito web che consente di definire percorsi stradali ed autostradali sicuri perché controllati.

Antonio Catiello, presidente di AITE, nel suo intervento rappresenta interamente il nervosismo e la profonda preoccupazione dei partecipanti: in certi momenti più che un convegno sembra una assemblea di categoria, come sottolinea Angelo Scorza che fa da moderatore.

Nereo Marcucci per Confetra prova a vedere il bicchiere mezzo pieno: invita a considerare i passi avanti che si sono fatti dalla  prima riunione ministeriale del 21 marzo 2017. Nei primi nove mesi del 2017 sono state chieste ad Autostrade 1.300 autorizzazioni per trasporti eccezionali contro le 45 dell’anno precedente. Bisogna prendere atto che il crollo del ponte di Lecco ha ricordato a tutti il rispetto delle regole ma che, quelle regole, debbono poggiare su due parole che sono nelle mani delle Istituzioni: “individuare ed adeguare”: Individuare percorsi sicuri e adeguare la rete nel tempo più breve possibile integrando il lavoro di tutti gli attori e la best practise emiliana. Nel frattempo – condividendo la proposta di Sandra Forzoni – si dovrà circolare per percorsi diversi e talvolta più lunghi ma sicuri, unificare a livello regionale le autorizzazioni, finanziare in modo straordinario le aree a maggiore intensità di traffico eccezionale che, per il 90%, sono nel Nord Italia.   

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Pubblicato il
14 Ottobre 2017

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