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TPL: ticketing con carte di credito un risparmio di 500 mln all’anno

Nella foto: Un momento del convegno informativo al centro congressi Fontana di Trevi di Roma.

ROMA – “L’evasione tariffaria resta un danno da contrastare ed estirpare nel nostro settore: basti pensare che pesa per 500 milioni annui sui circa 3 miliardi di incassi complessivi”. Lo ha spiegato Piero Sassoli, presidente di Club Italia, l’associazione di riferimento nel settore del TPL per i sistemi di pagamento, durante il convegno “Costi-Benefici nei sistemi di bigliettazione elettronica delle imprese di trasporto: criteri di convenienza, variabili e parametri”  al Centro Congressi Fontana di Trevi a Roma. Analisi dalla quale emerge inequivocabilmente la necessità di potenziare i pagamenti elettronici.

“Con la nostra analisi costi-benefici – sottolinea Sassoli – evidenziamo soprattutto che la cura migliore contro l’evasione è proprio la bigliettazione elettronica. Che rappresenta nuove opportunità per le imprese del TPL ma anche per le imprese fornitrici, più qualità dei servizi, ricerca tecnologica e possibilità di dare lavoro a giovani ingegneri”.

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“Oggi abbiamo voluto verificare il decollo delle nuove tecnologie di bigliettazione elettronica che sono state lanciate nel corso del 2018. Tra queste, l’introduzione delle carte bancarie EMV C-LESS nel mondo del TPL costituisce un’autentica rivoluzione, sia per le aziende che gestiscono il servizio che per l’utenza.

In altre parole, gli attuali costi di produzione e distribuzione dei titoli di viaggio potranno essere sensibilmente abbattuti, a vantaggio di una migliore accessibilità al servizio, riduzione delle frodi, semplificazione del sistema tariffario e l’opportunità di aumentare il numero di utenti.

Ma cosa cambia in concreto per l’utenza? “Un utente, occasionale ma non solo – continua Sassoli – non avrà più la necessità di munirsi di un biglietto prima di accedere al servizio, in qualunque momento decida di utilizzarlo e indipendentemente dal luogo in cui si trovi. Per il gestore si aprono scenari estremamente interessanti, che possono portare, sia pure gradualmente e partendo dagli ambiti urbani con tariffe flat (essenzialmente titoli con importo fisso e una determinata scadenza temporale), a ridurre progressivamente i titoli di corsa semplice su supporto tradizionale cartaceo o magnetico e, a regime, a ripensare il modello di business”.

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Pubblicato il
16 Febbraio 2019

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