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Ma a Livorno le stelle stanno a guardare

Matteo Savelli

LIVORNO – Chiedo scusa in anticipo, ma il tema delle crociere riguarda molto anche il porto labronico, che nella classifica nazionale è sceso di un paio di posizioni ma resta tra i top. E dunque, voglio dire la mia.

Punto primo: a Livorno le navi da crociera attraccano un pò ovunque, spesso alla meno peggio. L’alto fondale, che è una banchina commerciale “multipurpose” è la prima destinazione. Poi c’è il molo Italia lato sud (unico con abbastanza fondale) anch’esso “multi”. Poi c’è la banchina 75 a ridosso del relitto del bacinone di carenaggio, luogo “quasi” indegno con ancora il relitto di due gru De Nicola pericolanti o quasi. Quando c’è il pienone si usano anche la Darsena Toscana e le banchine dei traghetti. E così da anni.

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Punto secondo: la società che fa capo ai gruppi Onorato e MSC ha vinto la gara per la privatizzazione della Porto 2000, la società del gestione delle crociere, ed ha sborsato già quasi 10 milioni di euro ma non ha ancora concordato con l’AdSP il passaggio definitivo. Perché? Comprensibile che sia una faccenda complessa: anche per gli stessi ormeggi così precari. Ma il punto focale del problema lo sanno tutti: è che la Porto 2000 oggi presieduta da Matteo Savelli (uomo di Onorato, gran velista ma non certo capace di miracoli) vuole un chiarimento sugli accosti delle ro/pax concessi (in regime temporaneo che proprio temporaneo non sembra) ad altre società concorrenti. Ci stanno lavorando da mesi gli uffici legali e se entro la fine dell’anno non si chiarisce la faccenda, la gara rischia di saltare. Portandosi dietro anche il mancato aumento di capitale nell’interporto di Guasticce (anch’esso in stand-by come riflesso), il trasferimento del TCO (che chiede più banchina e al momento non ha risposte) e cento milioni o quasi di investimenti previsti.

Conclusioni: il mondo delle crociere a Livorno continua a girare, alcune compagnie giurano fedeltà e aumentano le “toccate”, palazzo Rosciano malgrado i sei mesi di sciagurata “decapitazione” ha ripreso in mano la faccenda, ma siamo ancora lontani dal D-Day. E quando ci dovessimo arrivare, occorreranno ancora anni ed anni per andare a regime, mentre si fanno sotto sempre più proposte alternative. Come scriveva A. Joseph Cronin: e le stelle stanno a guardare.

Mi piacerebbero delle risposte. Possibilmente esaurienti. Grazie.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
23 Ottobre 2019

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