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IL RESOCONTO

I numeri di Civitavecchia e la fine del regime straordinario

«Crociere, il nuovo record ci pone fra i primi 10 porti al mondo»

Porto crociere di Civitavecchia

CIVITAVECCHIA. I numeri del 2025 sono stati, fra conti e traffico, sotto la luce dei riflettori nella seduta del comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale presieduta da Raffaele Latrofa. A cominciare dal «un nuovo record storico per il porto di Civitavecchia nel comparto crocieristico»: oltre 3,5 milioni di passeggeri (più 2,8% rispetto al 2024). Quanto basta per farne uno «tra i principali poli crocieristici del Mediterraneo e tra i primi dieci al mondo».

Dal lato dei conti, nella riunione è stato sottolineato che «gli equilibri economico-finanziari risultano oggi pienamente ripristinati rispetto alla situazione del 2021 e non emergono elementi di insolvenza o criticità tali da giustificare il mantenimento del regime straordinario»: tutto questo ha portato il collegio dei revisori dei conti a dare parere favorevole al percorso avviato.

È da mettere in evidenza l’informativa sull’avvio del procedimento per la chiusura dello stato di crisi dell’ente, che era stato aperto in passato a seguito dei contraccolpi del Covid-19. Gli indicatori attuali sono giudicati «ampiamente positivi»: nel 2025 il valore della produzione si attesta a quota 61 milioni di euro, il risultato operativo a 16 milioni, la disponibilità di cassa (al 31 dicembre scorso) a 91,8 milioni di euro mentre l’avanzo di amministrazione vincolato è di 20,4 milioni.

Il comitato ha detto sì alla seconda revisione annuale del “piano operativo triennale” (Pot) 2024-2026, che chiude il ciclo di monitoraggio del precedente piano, in continuità con il nuovo “Pot” 2026-2028 già adottato nella seduta del 18 marzo scorso.

Semaforo verde dato all’unanimità per i vari punti all’ordine del giorno: in particolare, al rendiconto generale 2025. A giudizio dell’Authority, «conferma la solidità economico-finanziaria dell’ente e la capacità di sostenere un importante livello di investimenti infrastrutturali». Il bilancio consuntivo racconta di un avanzo di competenza pari a «circa un milione di euro». Si sottolinea che la gestione si mantiene complessivamente in equilibrio  («nonostante l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione»). Quanto al fronte operativo, risultano in crescita il gettito della tassa di ancoraggio (7 milioni di euro) e le entrate tributarie (21,8 milioni).

È stato dato il via libera anche al riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi alla data del 31 dicembre scorso («in conformità ai principi di stabilità finanziaria e al regolamento di contabilità dell’ente). Approvata anche la relazione annuale sull’attività 2025, che sarà trasmesso al ministero entro fine mese per la predisposizione del quadro nazionale della portualità italiana.

Alla riunione del comitato hanno preso parte il segretario generale Fabrizio Urbani, il comandante della Capitaneria di Civitavecchia (e direttore marittimo del Lazio Cosimo Nicastro) e i componenti in rappresentanza delle istituzioni come Giorgio Pineschi (Regione Lazio), Sergio Cozzi (Città Metropolitana di Roma Capitale) e Emiliano Scotti (Comune di Civitavecchia).

Queste le parole del presidente dell’istituzione portuale laziale, Raffaele Latrofa che, da un lato, esprime «grande soddisfazione per i numeri in costante miglioramento evidenziati dal rendiconto 2025» (sono il segno della «bontà del lavoro svolto in questi anni e in particolare nell’ultimo anno») e, dall’altro, ringrazia i dipendenti (è stato il loro impegno quotidiano a far raggiungere all’ente «risultati importanti sul piano economico, gestionale e operativo»). «Proprio alla luce di questi dati positivi – afferma – ho ritenuto doveroso proporre la formalizzazione della chiusura dello stato di crisi. È un passaggio significativo che consentirà di superare alcuni vincoli di carattere operativo e finanziario collegati a quel regime straordinario, resosi necessario negli anni della pandemia».

Pubblicato il
27 Aprile 2026

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