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Adottare il “sistema ponte Morandi” per risolvere il crollo dell’Albiano

Giorgio Bucchioni

LA SPEZIA – Il crollo del ponte di Albiano è simbolo di una lunga piaga di carenze infrastrutture strategiche. In altri tempi – è il commento di Giorgio Bucchioni, presidente degli agenti marittimi spezzini – si sarebbe pensato che una divinità avesse preso di mira il nostro territorio affliggendolo con la piaga delle criticità infrastrutturali.

“Il ponte della Colombiera, la strada della Ripa, i ponti e le strade della Val di Vara, l’incompiuta variante Aurelia, la Pontremolese ed oggi il ponte di Albiano-Caprigliola che collassa ed interrompe un collegamento secolare tra il comprensorio spezzino e la Lunigiana. Era ed è la giunzione di quella che avrebbe dovuto essere una unica provincia quando venne costituita nel 1929 la provincia della Spezia che fu ed è una provincia dimezzata perché privata di Aulla e Pontremoli che gravitavano sulla Spezia e tuttora ne sono socialmente e culturalmente partecipi.

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“Il pensiero corre al crollo del ponte Morandi a Genova che quasi due anni or sono ha interrotto la continuità autostradale ligure; mi auguro che nell’attuale disastro sia riservata alla Magistratura la ricerca delle responsabilità senza fughe in avanti con l’attribuzione di colpe e la minaccia di sanzioni dettate da faciloneria e da ricerca demagogica di consenso nell’opinione pubblica giustamente colpita per la gravità dell’evento. Ed auguriamoci comunque che la Magistratura espleti velocemente i suoi accertamenti perché la ricostruzione urge e, temiamo, nel prossimo futuro verrà occupata per le indagini che stanno partendo sulla diffusione del Covid-19.

“Per il crollo del ponte Albiano-Caprigliola è generalizzata l’opinione che non vi siano state vittime grazie all’assenza di traffico determinata dai provvedimenti governativi per contenere l’epidemia di Covid-19, casualità benedetta per chi abbia utilizzato quel ponte, particolarmente nei periodi in cui la Ripa era chiusa; se così non fosse stato saremmo a contare le vittime.

“Ora occorre replicare l’impegno istituzionale cui abbiamo assistito per la ricostruzione del ponte Morandi con procedure che superino la vigente legislazione sugli appalti universalmente riconosciuta come inadeguata a realizzare opere.

Immagino che la responsabilità primaria competa all’Anas – sottolinea ancora Bucchioni – cui fa carico l’onere di ricostruire ma sarà indispensabile il supporto del Governo nazionale, forse dell’UE, sicuramente della Regione Toscana e del Comune di Aulla nel cui territorio si trovava il ponte. Ma sarà importante anche il ruolo della Magistratura ed utile la partecipazione della Regione Liguria per l’esperienza maturata e per l’interesse che ha questo levante di Liguria ad essere ricollegato con la Lunigiana.

Sarà anche indispensabile che le elezioni regionali che interessano Liguria e Toscana non incidano o ritardino il compito primario della ricostruzione.

“A Genova si è dimostrato che anche in Italia si può fare presto e bene se ci sono persone che svolgono con impegno, competenza e passione il loro ruolo; sarebbe bello che anche per il ponte Albiano-Caprigliola – conclude Bucchioni – assistessimo ad una replica”.

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Pubblicato il
18 Aprile 2020

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