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“Italia veloce” parte con 41 opere con la sospirata Darsena Europa

ROMA – Le notizie che il Governo vara ormai quasi quotidianamente sul rilancio dell’economia italiana registrano prese di posizione continue da parte del cluster, in particolare quello logistico. Quasi impossibile star loro dietro, anche perché non solo ci sono pareri diversi tra maggioranza e opposizione, ma anche all’interno della stessa maggioranza. Registriamo pertanto quelle che sono le notizie – meglio sarebbe definirle promesse – sui 41 lavori urgenti stradali e ferroviari inseriti nel prossimo decreto (va convalidato dalle Camere, come noto) e che saranno operati con il “sistema Genova” nominando altrettanti commissari: ai quali sarà assegnato un budget personale fino al 7% del valore dei lavori.

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Tra le opere inserite nell’elenco “urgenti” quindi secondo il sistema del ponte di Genova, c’è il completamento della superstrada A12 tra Tarquinia a San Piero in Palazzi, raccordandosi all’abortita (ma sempre a pagamento) abbozzo di autostrada in area Cecina con il casello di Rosignano. Sul piano ferroviario il punto focale è il nodo di Genova: ma non è previsto ad oggi, il famoso tratto ad alta capacità tra il porto di Livorno e il nodo di Firenze che per la logistica dell’Italia Centrale è altrettanto importante. Per i traffici marittimi dell’Italia Centrale è più che mai indispensabile e urgente.

Non riferiamo degli altri temi nell’elenco di “Italia Veloce” perché in molti casi si tratta di semplici indicazioni di priorità, da convalidare nel dibattito parlamentare e poi sul piano operativo. Merita una citazione a parte l’inserimento tra le opere portuali da “velocizzare” della Darsena Europa per Livorno – con immediato plauso sia del governatore della Toscana Enrico Rossi, sia del sindaco Luca Salvetti, del presidente dell’AdSP Stefano Corsini, sia infine del presidente della Camera di Commercio di Maremma e Tirreno Riccardo Breda – con il sistema del ponte di Genova e relativa nomina del commissario. Su questo punto c’era stato – come ha ricordato l’assessore livornese ai porti Barbara Bonciani – già un precedente impegno del ministro delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli. Ma a parte un progetto di massima almeno tre volte cambiato (e ridotto) sulla sospirata darsena nuova livornese c’è ancora tutto da costruire. Sarà davvero un’“Italia veloce” a farlo entrare nel concreto?

Va infine citato che si torna a spingere sul Mose, i cui recenti collaudi hanno confermato alcune complessità operative, legate peraltro alla mancanza di una manutenzione continua durante il fermo per gli interventi della magistratura. Venezia ne ha bisogno. E l’Italia ne ha bisogno per dimostrare che i finanziamenti europei spesi per la grande opera non sono stati sprecati.

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Pubblicato il
11 Luglio 2020

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