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Le banche e adesso un bancario al timone d’Italia

Riceviamo da un imprenditore livornese che ci chiede di usare lo pseudonimo di “Anti vampiri”:

La faccio breve, perché il direttore Fulvi ha sempre scritto che sul suo giornale non si fa politica. Però di fronte a quanto scritto da Il Sole-24Ore “venerdì scorso pag. 15, secondo cui buona parte delle grandi banche hanno chiuso il 2020 con utili colossali, addirittura alcune delle quali hanno anche ripianato i buchi degli anni precedenti, mi viene da chiedere: con il mondo che va a catafascio per le piccole imprese e per le partite IVA come me, con i deficit colossali degli Stati e tutto quello che vediamo, com’è che le banche hanno guadagnato tanto in piena crisi? E mi chiedo anche: il governo Draghi, affidato cioè a un certamente bravo bancario apprezzato a livello internazionale, riuscirà a salvarci da un sempre maggior profitto del sistema delle banche e dalla minaccia che ciclicamente ci viene fischiata di patrimoniali o peggio?

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Caro “Anti vampiri” (e lo pseudonimo scelto dal nostro amico ben conosciuto è tutto un programma sulle banche) ci chiedi di leggere nella sfera di cristallo. Come hai ricordato, noi non facciamo politica, anche se a volte l’economia lo richiede. Ma il Paese è in crisi, il Governo decaduto non sembra aver affrontato e tanto meno risolto una parte urgente dei problemi e il presidente della Repubblica è ricorso al super-super bancario. Parafrasando un vecchio detto, carognesco ma con un fondo di saggezza dovremmo ricordare il rimedio dei tempi antichi: “a un bandito, un bandito e mezzo”. Tradotto: a un problema di banche, che certo nel paese esiste, un bravo bancario, che forse saprà tenerci a galla. Altrimenti, prepariamoci tutti le zattere di salvataggio.

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Pubblicato il
10 Febbraio 2021

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