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Consolidatori marittimi, l’ora della crescita (ma servono più regole e riconoscimenti)

L’associazione di categoria festeggia a giugno l’anniversario e raggruppa circa la metà del comparto – I rapporti con le assicurazioni e la concorrenza – L’inquadramento giuridico come aspirazione per una maggiore correttezza del sistema

LIVORNO – Consolidatore marittimo, per qualcuno è una nicchia, per altri un motore indispensabile nelle spedizioni delle partite piccole e medie delle merci.

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Già, ma chi sono, dove vanno, in che cosa sperano i consolidatori marittimi? C’è un’associazione, che si dà da fare anche se non raggiunge ancora tutti, non è stato ancora ottenuto l’agognato riconoscimento giuridico, la copertura assicurativa del mestiere è con rapporti personali, la concorrenza è forte e qualche volta pressoché senza regole, la regolamentazione del lavoro ancora non definita in toto. Insomma, un lavoro aperto a molte sfide, e molti problemi.


Abbiamo quindi rivolto ad alcuni consolidatori una decina di domande per inquadrare un mondo che – non è un mistero – appare compresso tra possibilità sensibili di crescita e decine di problemi ancora non risolti. Ecco le domande, e su queste stesse pagine, le prime risposte.

• L’associazione dei consolidatori marittimi compie a giugno dieci anni di vita, in un momento difficile per lo shipping. Ritiene che l’associazione sia un supporto importante?

• Il riconoscimento giuridico del ruolo di consolidatore marittimo è un obiettivo primario?

• Qual’è il livello percentuale di utilizzo oggi della NVOCC B\L? E come potrebbe essere incrementata la sua adozione?

• La copertura assicurativa comune, uno degli obiettivi della categoria, risulta ad oggi di difficile attuazione. Quali i problemi?

• Le forti oscillazioni dei noli in questo periodo, che spesso non sono comprese dai clienti, rendono difficile far capire che i costi finali delle spedizioni hanno cause internazionali non a voi dovute?

• Tradizionalmente si verificano ciclici contrasti tra consolidatori e spedizionieri sui rispettivi ruoli. Con i genovesi sembra raggiunto un gentlemen agreement ma funziona davvero? E negli altri porti?

• Se dovessimo stilare un elenco delle priorità che la categoria chiede al governo per il proprio lavoro, quali sarebbero ad oggi?

• A dieci anni dalla costituzione dell’associazione, qual’è grossomodo la percentuale degli iscritti rispetto al totale dei consolidatori marittimi in Italia?

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Pubblicato il
30 Marzo 2011

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