Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Bureau Veritas nella lotta agli sprechi alimentari

MILANO – I numeri non mentono e fanno male: 121 chilogrammi di cibo a testa sprecati ogni anno sulla terra; 931 milioni di tonnellate di prodotti alimentari gettati via senza essere utilizzati, pari al 17% della produzione alimentare; il 14% del cibo prodotto si perde tra il momento della raccolta e quello della vendita, pari a una perdita di oltre 400 miliardi di dollari all’anno. A fronte di tutto ciò circa 690 milioni di persone che ancora soffrono la fame e altri 3 miliardi che non possono seguire una dieta sana; senza contare che l’8-10% delle emissioni globali di gas a effetto serra è riconducibile alla produzione di alimenti mai consumati. Il Food Waste Index Report del 2021 di Unep (Nazioni Unite) non ammette repliche e richiede soluzioni rapide. 

Lo ha compreso Bureau Veritas che, per guidare le aziende sensibili al tema e offrire al consumatore gli strumenti per identificare gli operatori virtuosi, ha creato Food Waste Reduction, una certificazione del sistema per la prevenzione e la gestione delle perdite e dello spreco alimentare. Lo standard si basa sull’attenta analisi delle cause degli sprechi, la definizione e attuazione di un piano di prevenzione e miglioramento, con le relative misure di monitoraggio dei risultati. Una certificazione, questa, tarata sul particolare contesto italiano, caratterizzato da una sensibilità dei consumatori elevata e diffusa: l’85% (fonte Waste Watcher International/Ipsos) vorrebbe che il cibo invenduto e ritirato da supermercati o aziende alimentari venisse per legge donato ad associazioni che si occupano di assistere persone bisognose e fra i primi messaggi reiterati dei genitori italiani ai figli figura proprio il monito a non sprecare il cibo (83%).

Per quanto il trend sia in miglioramento, sempre secondo Waste Watcher/Ipsos, i dati sullo spreco alimentare in Italia fanno comunque riflettere: sono 27 i chilogrammi di cibo pro capite che ogni anno finiscono nella spazzatura (erano 30 nel 2019). Lo spreco alimentare domestico ammonta a 6 miliardi e 403 milioni mentre sfiora i 10 miliardi di euro lo spreco relativo all’intera filiera, ovvero unendo commercio e distribuzione. C’è dunque una fortissima aspettativa dei consumatori (che avranno finalmente a disposizione uno strumento per distinguere sul mercato gli operatori impegnati a ridurre gli sprechi) e che potranno selezionare le aziende sulla base del loro impegno concreto, con evidente beneficio economico e reputazionale.

Può ambire a questa certificazione qualsiasi operatore della filiera alimentare: dalla produzione primaria alla trasformazione alimentare, dalla grande distribuzione ai grossisti e punti vendita, dalla ristorazione collettiva alla logistica in ambito alimentare, per citare alcuni dei principali soggetti coinvolti dalla certificazione. Una scelta in coerenza con la strategia “From Farm to Fork” e con l’obiettivo di sviluppo sostenibile 12 “garantire modelli di produzione e consumo sostenibili” che prevede di dimezzare entro il 2030 lo spreco alimentare.

Pubblicato il
24 Novembre 2021
Ultima modifica
25 Novembre 2021 - ora: 13:56

Potrebbe interessarti

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio