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La grande trasformazione

LIVORNO – L’accordo, obiettivo è tra trent’anni, nel 2050 come indica la tabella qui sopra. Ma alla luce delle realtà d’oggi, qualche dubbio viene a molti: davvero si può credere che tra trent’anni l’esigenza di energia in Europa cali dagli attuali 17.416 TWh ai soli 13.547, tutto compreso?

Ci daremo tutti alla pastorizia, o torneremo viaggiare a cavallo o in diligenza?

Riportiamo il grafico qui sopra perché non è una fantasiosa elaborazione ma fonte ufficiale dell’Unione Europea, solennemente intitolato “la grande trasformazione”.

Ciascun lettore può leggere le cose come crede, ma alcune delle evoluzioni (o involuzioni) segnate non può non far pensare.

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Per esempio, guardate la curva del gas, sul quale stiamo oggi spingendo anche in Italia a tutto volume fino a voler riaprire pozzi di trivellazione, costruire nuovi gasdotti, potenziale rigassificatori galleggianti come lo strabenedetto (e meno male che c’è!) OLT Toscana Offshore.

Guardate anche il secondo grafico: le zone colorate sono i giacimenti di gas italiani, quelli che ci potrebbero dare l’autosufficienza se si ripartisse con l’estrazione.
Ad oggi ne tiriamo fuori circa 3 milioni di mc/h, prima del blocco delle trivelle ne utilizzavamo 8 milioni, ma la potenzialità sarebbe almeno di 30/40 milioni, quanto ne importiamo dalla Russia.
L’obiettivo in Italia anche per calmierare le bollette alle imprese (e un po’ alle famiglie) è di aumentare in un anno dagli attuali 3 milioni/h ad almeno 5/6, parola del governo.

Bene: però l’UE il gas non piace, vuole che cali (vedi curva) dall’attuale secondo posto come fonte energetica al settimo. Nel 2030 andremo – secondo la UE – con l’eolico al primo posto in assoluto, poi con i biocarburanti (?) e infine con il nucleare, alla barba del “niet” italiano.

Secondo voi, c’è o no qualcosa che non torna?

A.F.

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Pubblicato il
23 Febbraio 2022

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