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L’amara illusione

NEW YORK – L’amarezza è legittima di questi tempi vedendo il monumento della foto qui sopra: un monumento replicato in una trentina di piazze nel mondo, da New York a Malmo, a Losanna, Pechino e Oslo solo per citarne qualcuna. La scultura originaria è dell’artista svedese Carl Fredrik Reutersward, realizzata nel 1980 e poi replicata su sua autorizzazione. È un simbolo di negazione della violenza ma.. a quanto pare poco attuale. O per essere più franchi, uno dei simboli mondiali meno realistici. Pensare che Austria e Stati Uniti ci hanno fatto in passato anche un francobollo commemorativo

E poi, guardiamoci intorno.  Davvero, stiamo vivendo giorni che non avevamo più pensato di dover vivere. Ci guardiamo intorno e vediamo solite cose: i ponti festivi della Pasqua e del 25 aprile, la festa di domani del 1 maggio, lo sbocciare del mese che ci porta la primavera vera, i primi assaggi del tepore del sole.

La tv ci riempie di messaggi pubblicitari su com’ é trendy quel luogo di vacanza, come sono buoni quei sughi e quei vini, com’ è alla moda quell’auto hybrid. Tutto normale, tutto davvero NORMALE. Anche il Covid, chissà perché, fa sempre meno paura.

C’è voglia di serenità, di mare, di belle bimbe in bikini…

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E invece a poche centinaia di chilometri da noi si stanno massacrando a cannonate, a scambi di missili, persino con gli assalti alla baionetta. Non muoiono soltanto russi e ucraini: muore ogni giorno anche un piccolo, piccolissimo pezzo di ciascuno di noi, pensando a che cosa stiamo accettando per i nostri giovani, per i nostri figli e i figli dei figli.

Riempiamo le piazze con le bandiere della pace ma alla fine c’interessa di più – o cerchiamo di pensare che ci interessi di più – programmare le ferie estive. Le armi agli ucraini? Sì e no, meglio “ni”.

La mediazione diplomatica?

Certo: ma noi non ci ascolta nessuno, avanti gli altri.

Non fustighiamoci, è il messaggio che viene dai più cinici: dopo ogni guerra arriva una pace e ci sarà da ricostruire, chiunque abbia vinto o non perso. Intanto ad aprile i traffici marittimi per l’Italia sono in ripresa, le fiere sono ripartite, l’estate si avvicina. Lorenzo il Magnifico predicava giustamente: “Chi vuol esser lieto sia/ del domani non c’è certezza”. Tié…

A.F.

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Pubblicato il
30 Aprile 2022
Ultima modifica
3 Maggio 2022 - ora: 10:48

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