Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Monitoraggi o un mare di parole?

LIVORNO – Il progetto è finanziato dall’Unione Europea. Si chiama Momar (acronimo di Monitoraggio Marittimo) e coinvolge quattro regioni: Toscana (capofila), Liguria, Sardegna e Corsica.


[hidepost]

Il punto sullo stato dell’arte del progetto è stato fatto lunedì scorso al LEM nel palazzo dei portuali, alla presenza di un centinaio di studenti delle medie superiori. Dovevano aprire i lavori il sindaco di Livorno Sandro Cosimi e l’assessore alla promozione dei saperi Giovanna Colombini: che hanno dato buca all’avvio, impegnati in consiglio comunale. Ha introdotto l’avvocato Giovanni Bagno della fondazione Lem, per dare poi il via alle relazioni tecniche: la professoressa Virginia Messerini (associato di diritto pubblico all’università di Pisa) sulla gestione e tutela integrata delle coste e relativi profili giuridici, il dottor Corrado Barghigiani del Cibm, il dottor Bernando Gozzini del Lamma (laboratorio di meteorologia modellistica) e la dottoressa Eleonora Arianna Buti di Plural.

Relazioni tecniche, per alcuni aspetti anche impegnative, che però hanno dato seguito a una breve vivacizzazione dell’ambiente con gli interventi degli studenti e la successiva tavola rotonda coordinata dal presidente del Plural (Centro studi europeo) Paolo Parrini.

Difficile riassumere il convegno nei suoi valori. Come spesso accade, questi progetti europei si prolungano nel tempo con una predominante dedicata alle relazioni tecnico-scientifiche e giuridiche che possono però apparire eccessivamente distanti dalle realtà. Tant’è che sui monitoraggi veri e propri si sovrappongono iniziative di vari settori, enti o istituzioni, che non sempre si confrontano: con il rischio palese di procedere per binari paralleli sempre sulle stesse tematiche. Spendendo risorse pubbliche (europee e non solo) che forse potrebbero dare risultati maggiori calate direttamente sull’operativo.

Dal Momar comunque sono arrivati anche elementi concreti e indicazioni non solo platoniche sul da farsi. Importante l’interesse degli studenti, molti dei quali davvero coinvolti (e non solo intervenuti per “bigiare” una giornata di lezioni). E qualcuno ha anche rilevato che nelle priorità della politica (nazionale e anche locale) si intravedono poche priorità in questo ettore. Impressione sbagliata?

A.F.

[/hidepost]

Pubblicato il
14 Marzo 2012

Potrebbe interessarti

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio