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Il “Vespucci” guarda all’ex CMF

GUASTICCE – Prende corpo la revisione del piano industriale dell’interporto Vespucci per i prossimi anni. In attesa che il piano venga presentato nella prossima assemblea di primavera – che sarà anche elettiva per il rinnovo del consiglio di amministrazione estrazione – circolano le prima indicazioni sul punto to focale del piano, cioè il recupero di nuove aree per l’ulteriore sviluppo dell’interporto/retroporto, anche in vista di un’auspicabile ripresa dei traffici mondiali.

Tra le opzioni, sembra esserci anche l’acquisto dell’area della ex CMF, ovvero l’impianto statale sulla collina subito a nord delle aree del Vespiucci dove un tempo fu realizzata la carpenteria metallica che doveva funzionare da fornitore per la cantieristica livornese. La CMF ebbe vita breve per una serie di fattori sia locali che nazionali.

Una storia amara. Nell’azione di re-industrializzazione di Spil, finalizzata a trasformare in nuove aree produttive siti industriali dismessi, l’intervento di maggiore entità, che ha richiesto gli investimenti più ingenti ed ha assorbito più a lungo le energie della Società, è stato quello per la riqualificazione del complesso industriale della C.M.F. (Costruzioni Metalliche Finsider), ubicato nella Piana di Guasticce, nel comune di Collesalvetti, fra mare ed entroterra, in una posizione assolutamente strategica sotto il profilo logistico. A partire dal 1994 lo stabilimento C.M.F. di Guasticce, con ancora più di più di 700 addetti alle sue dipendenze, aveva iniziato una progressiva fase di declino, trascinatasi fino al 1998 quando furono interrotte le produzioni. Settecento posti di lavoro cancellati, e solo in parte riassorbiti.

Oggi l’area fa gola all’interporti/retroporto, che potrebbe utilizzarla sia per gli impianti esistenti, sia in particolare per la produzione di energia elettrica “pulita”, dai pannelli solari e i ventilatori.

Pubblicato il
31 Gennaio 2024

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